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In tema di collegamenti Aeroporto di san Francesco (ex sant’Egidio) col resto del mondo

Ottima l’iniziativa, come dire : ad hoc: tatticamente l’Assessore Melasecche ha centrato l’obiettivo. Ribadisco: tatticamente. Infatti forse non ci si è resi conto che anche l’aeroporto gravita strategicamente e, in tale ambito di innovazione , logisticamente sul famoso nodo di Collestrada , quasi una trama di superstrade, strade ferrate, ed ora anche una “quasi metropolitana leggera” per la stazione di Perugia Sant’Anna, ovvero Perugia centro, come quella del Pincetto del Minimetrò. Dico “quasi metropolitana leggera”, perché non si comprende per quale motivo tale tratta non sia stata realizzata tutta a doppio binario, compresa la piccola galleria vicino a Piscille. E’ evidente che in tale disegno strategico si sarebbe evitato progettare e realizzare la bretella da Collestrada verso Corciano. Infatti il traffico dei pendolari , il maggiore responsabile degli ingorghi, si sarebbe esaurito alla piattaforma HUB di Collestrada, con l’intermodale della linea del metrç leggero Ponte San Giovanni-Collestrada/Stazione di sant’Anna. A questo proposito interessante è leggere la tabella di avvio ai lavori posta al cantiere della Stazione di sant’Anna. L’intestazione : “RADDOPPIO SELETTIVO..” (vedere foto allegata) . Sembra un escamotage molto furbo, per dire: “poteva essere una metropolitana a due binari, ma scusateci: non ci siamo riusciti” . E così si andrà a realizzare quella famosa bretella che bypassa Collestrada, “consuma” ottimo terreno coltivabile, degrada aree paesisticamente protette e nei prossimi decenni non risolverà un bel nulla. L’esperienza, anche quella del G.R.A di Roma, infatti, dimostra che l’incremento di traffico metropolitano è esponenziale e va ben oltre quello della tratte stradali realizzate per dirimerlo.
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LINEE DI UN PROGETTO SMART CITY CENTRO STORICO DI UNA CITTA’ D’ARTE : PERUGIA [1]

   

 

LINEE DI UN PROGETTO SMART CITY CENTRO STORICO DI UNA CITTA’ D’ARTE : PERUGIA [1]

(Documento riservato)

SOMMARIO

1 Strategia  

2 Breve introduzione alla filosofia della smart city ed alle sue implicazioni,  in un contesto di città  caratterizzata da un patrimonio di centro storico di pregio.

3 Premessa :Opportunità di fruizione di un incentivo per progetto di analisi critica, soluzioni innovative e obiettivo di  riqualificazione del centro storico di Perugia.

 

  1. Analisi critica per soluzioni innovative

5 Ipotesi di strategia per l’innovazione del sistema organizzativo : “Inserimento nel contesto urbano”, “Qualità delle infrastrutture e degli spazi pubblici”, “Equilibrio degli  interessi”

6 Ipotesti di business plan per una stima dei costi/benefici progettuali

7 Metodologia  di Project Management per l’elaborazione del progetto

8 Un progetto per  il centro storico di Perugia: spunti metodologici e concettuali di “smart city”per schede operative di rappresentazione analitica e strategica.  Strumenti del decreto “smart cities and communities” per il rilancio del centro storico di Perugia.

 

9 Il progetto con le sue implicazioni metodologiche  sulla “smart city”.

10 Check list degli input, frutto di un brain storming fra opinion leader  e stakeholders , da  rilevare ed analizzare nella ricerca.

11 Ipotesi di strategia per la riqualificazione e la realizzazione del progetto “Smart city” del centro storico di Perugia:  S.T.U. (societa’ di trasformazione urbana) e project financing.

12 CONCLUSIONI

  

1 Strategia  

1.1 Obiettivo primario

L’idea di base è quella di “calare ”, con la partecipazione democratica della comunità cittadina, nel centro storico di Perugia, e sue propagini storico-culturali-economiche e sociali, un progetto di “ricerca industriale e sviluppo sperimentale”  che punti alla sua riqualificazione in strutture e infrastrutture ,in termini di ammodernamento, ampliamento e/o riconversione delle loro destinazione d’uso , secondo ipotesi funzionali , propulsive di innovazioni tecnologiche che ne valorizzino, per una migliore qualità della vita dei cittadini,  le antiche risorse paesistico-monumentali , di città e comunità medievale e rinascimentale, espressione della civiltà cristiana, imperniata sulla “historical governance” del potere temporale della Chiesa.  Realizzare, dunque,  strutture e infrastrutture del centro storico di  Perugia, innovate secondo le linee di intervento del decreto Smart City e piano di marketing territoriale, per la loro implementazione di soggetti propulsivi di produzione di beni ed erogazione di servizi. Il progetto dovrebbe essere compatibile e/o complementare a “Perugia Assisi capitale delle cultura europea 2019”.

1.2 Obiettivo secondario

Performare, con ricerche e attività di marketing territoriale , i presupposti attrattivi della domanda dei fruitori potenziali (residenti, studenti, operatori economici, turisti) verso un’offerta di spazi di edilizia innovativa abitativa, residenziale , commerciale e artigianale.

 

1.3 Mezzi per il conseguimento degli obiettivi

 

Elaborazione di un  progetto per razionalizzare e articolare in studio di fattibilità e sue implicazioni esecutive, una “…idea progettuali di ricerca industriale, estesa a non preponderanti attività di sviluppo sperimentale, riferita agli ambiti di cui al Decreto Direttoriale 5 luglio 2012 n. 391/Ric. AVVISO PER LA PRESENTAZIONE DI IDEE PROGETTUALI PER SMART CITIES AND COMMUNITIES AND SOCIAL INNOVATION”.[2]

 

2) Breve introduzione alla filosofia della smart city ed alle sue implicazioni,  in un contesto di città  caratterizzata da un patrimonio di centro storico di pregio.

Oltre la metà della popolazione mondiale vive nelle città, ed è una percentuale destinata a crescere velocemente. Circa quattro quinti dell’energia, secondo la commissione europea, viene consumata nelle città dove si concentrano i luoghi della produzione. E per uno sviluppo sostenibile affrontare i problemi dell’urbanizzazione è cruciale. Una delle strade da percorrere è quella identificata oggi come ‘smart city’: interventi di progettazione sistematica che vedono la città come un insieme coordinato e che utilizzano le tecnologie ‘intelligenti’ per rendere i centri urbani sostenibili sia dal punto di vista energetico ed ambientale che dal punto di vista sociale.

Auto elettriche ricaricabili con l’energia prodotta negli edifici, zone low-carbon e messa in rete dell’energia prodotta da fonti rinnovabili, riqualificazione edilizia dei centri storici. Preservare il patrimonio architettonico degradato e il suo tessuto sociale, attraverso l’operazione di tutela dell’ambiente e l’uso di nuove tecnologie, progettazione e installazione di sistemi energetici a bassa emissione. Integrazione di sistemi passivi per il riscaldamento e il raffreddamento, architettura bioclimatica, progettazione del paesaggio e altre strategie per riqualificare l’identità culturale locale.  Sono alcuni esempi delle tecnologie suggerite per un diverso sistema edilizio e di mobilità urbana. Ma che cos’è davvero una “città intelligente“? E’ una città in cui c’è un elevato livello di qualità della vita, dove gli spazi urbani ci aiutano a realizzare i nostri progetti e a muoverci in maniera più agevole, risparmiando tempo. Il tutto con un occhio di riguardo per l’Ambiente e la sua salvaguardia.

Tra i temi al centro del dibattito proposto dal bando “Decreto Direttoriale 5 luglio 2012 n. 391/ric. : Avviso per la presentazione di idee progettuali per smart cities and communities and social innovation “ che si pongano in “overlapping” come quelli dello sviluppo e riqualificazione del centro storico di Perugia, abbiamo.:

  • Governance – È smart una città che, in una visione strategica del proprio sviluppo, sa definire le linee di azione, in grado di coinvolgere i cittadini nei temi di rilevanza pubblica, promuovere azioni di sensibilizzazione ed utilizzare le tecnologie per digitalizzare ed abbreviare le procedure amministrative, ecc.
  • Efficienza energetica e salvaguardia dell’Ambiente – È smart una città se sviluppa soluzioni tecnologiche e gestionali per promuovere e rafforzare il recupero, la produzione e la gestione integrata delle diverse fonti energetiche rinnovabili e dei relativi sistemi di distribuzione. Riduce la produzione di rifiuti e ne differenzia la raccolta, valorizzandoli economicamente. WASTE MANAGEMENT: sviluppare in un’ottica eco-sostenibile nuove modalità di gestione e valorizzazione dei rifiuti, attraverso lo sviluppo di sistemi tecnologici innovativi integrati per la  raccolta, il trasporto, il  trattamento e lo smaltimento dei rifiuti materiali; lo sviluppo di tecnologie per il monitoraggio, controllo e riduzione dei rifiuti solidi, liquidi e gassosi derivanti dall’impiego di sostanze pericolose; la messa a punto di soluzioni tecnologiche per il riutilizzo dei reflui e degli scarti della lavorazione industriale, anche in chiave energetica; lo sviluppo di tecnologie per la realizzazione di nuovi prodotti derivanti dal riciclo dei materiali di scarto.”
  • Mobilità – È smart una città che sviluppa tecnologie e sistemi funzionali per la mobilità, urbana e interurbana a basso impatto ambientale, limitando le emissioni di gas serra e garantisce un sistema di trasporto pubblico efficiente e innovativo. “LOGISTICA LAST-MILE: promuovere nuovi modelli nel settore della logistica in chiave eco-sostenibile anche attraverso lo sviluppo di sistemi e tecnologie in grado di innalzare l’efficienza nella gestione dei circuiti di distribuzione dei beni.”
  • Turismo e valorizzazione beni culturali – È smart una città che promuove la propria immagine turistica con una presenza intelligente sul web; virtualizza il proprio patrimonio culturale e le proprie tradizioni e le restituisce in rete come “bene comune” per i propri cittadini e i propri visitatori; usa tecniche avanzate per creare percorsi e “mappature” tematiche della città e per renderle facilmente fruibili; promuove un’offerta coordinata ed intelligente della propria offerta turistica in Internet; offre ai turisti un facile accesso alla rete e dei servizi online in linea con le loro esigenze.
  • Architettura sostenibile e materiali (edilizia sostenibile ) – È smart una città che punta alla razionalizzazione edilizia, così da abbattere l’impatto del riscaldamento e della climatizzazione; promuovere, nell’ambito del settore edilizio e in chiave sostenibile, lo sviluppo di nuove soluzioni, tecnologie e nuovi materiali ad alte prestazioni, diretti, secondo il principio dello “Zero Impact Building”, al miglioramento dell’efficienza energetica, alla riduzione dell’impatto ambientale, al controllo e abbattimento dei fattori di inquinamento, al miglioramento delle condizioni di salute nei luoghi abitativi e di lavoro, nonché ad assicurare agli utilizzatori  maggiore sicurezza e comfort. E, sempre in correlazione con problematiche abitative e di qualità della vita: DOMOTICA: promuovere lo sviluppo di nuove conoscenze, soluzioni tecnologiche innovative, impianti, costruzioni e prodotti altamente innovativi che, secondo uno schema di Ambient Intelligence ed “Ambient Assisted Living”, permettano di ridisegnare l’ambiente di vita domestico in modo da garantire una migliore qualità della vita delle persone, l’inclusione, la sicurezza, nonché una piena autonomia delle persone diversamente abili.  CULTURAL HERITAGE: promuovere lo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche per la diagnostica, il restauro, la conservazione, la digitalizzazione, la fruizione dei beni culturali materiali e/o immateriali, al fine di valorizzarne l’impatto in termini ambientali, turistici e culturali, e di favorire l’integrazione di servizi pubblici e privati innovativi, anche con riferimento alla capacità attrattiva dei territori.”[3]
  • Sanità – È smart una città che investe per migliorare i servizi sanitari resi alla propria cittadinanza migliorando l’accessibilità e la condivisione dei dati relativi alla salute di ogni individuo e ottimizzando l’organizzazione dell’offerta in ambito sanitario.
  • Educazione – È smart una città che punta sulle nuove generazioni offrendogli un contesto di studio e approfondimento “intelligente” e interconnesso, potenziando in modo esponenziale le opportunità di condivisione della conoscenza e l’accesso al mondo del lavoro, elementi indispensabili alla crescita di ogni individuo.
  • Cloud Computing – È smart una comunità in cui le organizzazioni pubbliche e private puntano, in una visione strategica e di competitività, sulle ultime frontiere abilitate dalle moderne tecnologie, in termini di gestione e condivisione dei dati, sicurezza e protezione delle risorse, interconnessione e comunicazione ovunque e in ogni momento, semplificando così il modo di lavorare, ottimizzando le risorse interne e mettendo veramente al centro la persona globale (smart citizens).
  • Fonti di finanziamento pubblico – È smart una città che è in grado di individuare e utilizzare nel modo migliore le fonti di finanziamento a disposizione, integrando là dove è possibile, attori pubblici con attori privati in un ottica di collaborazione.

3) Premessa

Opportunità di fruizione di un incentivo per progetto di analisi critica, soluzioni innovative e obiettivo di  riqualificazione del centro storico di Perugia.

 

3.1 Analisi critica

Avendo in evidenza il dibattito e le polemiche sul degrado del centro storico perugino,  si possono estrapolare, seppure in estrema sintesi, in un’ ottica critica di marketing territoriale  , alcune valutazioni che,  con rigoroso metodo di analisi del fenomeno, possano fornire qualche spunto di terapia, volta al miglioramento dell’attuale stato di degrado, determinato anche dal conclamato, annoso ed endemico fenomeno di spaccio e consumo di droga.

3.1.2 Cause esogene: crisi socio-economica .

Tale contesto nazionale  incide ben poco su tale fenomeno, se è vero, come è vero che esso proliferava , in misura più che proporzionale, rispetto alla media dei centri storici dei comuni del centro nord. Oltre dieci anni fa  il Dr. Fausto Cardella, allora PM a Perugia, ora Capo della Procura della repubblica de L’Aquila, denunciò l’entità preoccupante e in netto incremento dello spaccio di droga, in particolare  nel centro storico di Perugia. Il magistrato è tornato poi sull’argomento in una recente intervista (esattamente un anno fa) affermando fra l’altro: che “…  reprimere non basta. Ecco perché bisogna decidere che tipo di frequentatore del centro si vuole avere. Se si accetta di trasformare l’acropoli in un grande caffè a cielo aperto, non ci si può poi stupire del fatto che venga invaso da gente col bicchiere in mano o in cerca di stupefacenti“. Ed inoltre suggerendo come rimedi strutturali :”  Politica residenziale e decoro del centro. Ecco, decoro. Se questo è l’obiettivo: riportare famiglie, professionisti e anche un certo tipo di attività commerciali in centro, bisogna intervenire e non tollerare più che alle 2 del mattino ci sia chi suona il tamburo sulle scale del Duomo o chi occupa le piazze trasformandole in un’immensa pattumiera…”.  “Più cultura e meno kebab?” Domanda il giornalista. E Cardella risponde “Non sono razzista. Ma il fatto che ce ne siano tanti è un’ulteriore prova che qui gravitano molti clienti di quel target. Intendiamoci, a me non dispiace avere gente giovane in giro la sera. Mi dà molto fastidio però svegliarmi la mattina e vedere la piazza lastricata di cicche di sigarette, bicchieri di plastica e bottiglie vuote. A proposito, che fine ha fatto l’ordinanza che vietava di girare con le bottiglie in mano?”.

3.1.3 Cause endogene

3.1.3.4 Passività di una cittadinanza  soprattutto di residenti (poco meno di 9.000 persone) che non si identifica , ormai da tempo, con una amministrazione comunale che per decenni ha tollerato che il continuo abuso del centro storico in “consumi” massivi di terziario cosiddetto culturale, come, ad esempio,  i mega concerti di Piazza IV Novembre, o turistico-commerciale, come il fenomeno dei banchi della “superfetazione” di marketing territoriale di Eurochocolate potesse far aggio su iniziative dell’alternativa cultura-arte-paesaggio-storia come, prima fra tutte, la mostra sul Pintoricchio e gli itinerari ed eventi ad essa collaterali.

3.1.3.5 Carenza ( se non assenza) di presidio del territorio, soprattutto nelle ore notturne data la progressiva erosione delle residenze, la scomparsa delle botteghe artigiane, la crisi della attività commerciali tese al decentramento della loro attività , piuttosto che ad una diversificazione e/o riconversione e/o ammodernamento di struttura e di metodo della propria offerta commerciale.

3.1.3.6 Staticità e degrado dell’offerta commerciale . E’ emblematico l’abbandono a se stesso di una struttura come quelle del mercato Coperto di Piazza Matteotti che, in un’altra città d’arte , come Arezzo, o Bergamo o Siena avrebbe rappresentato da tempo una risorsa e non un problema come invece sembra essere da decenni . Fa specie vedere decine di saracinesche e attività commerciali chiuse per la caduta della domanda in  ultima istanza di beni e servizi  e conseguentemente il degrado della edilizia abitativa.

3.1.3.7 Gestione approssimata e incoerente della logistica sia di routine che degli “eventi”. Senza voler  entrare nella polemica, minimetrò si/no, e comunque ribadendo comunque  il concetto, secondo il quale un minimetrò esisteva da tempo; era sufficiente infatti un piccolo intervento strutturale, con  il potenziamento della linea ferroviaria della Mediterranea Centrale Umbra che da Ponte san Giovanni poteva collegare al centro storico  un bacino d’utenza dell’area sud est dell’hinterland perugino, ben più importante di quello che usufruisce della linea del Minimetrò da Pian di Massiano; senza dunque approfondire il perché di tali scelte fondamentali per il futuro dei collegamenti cittadini ; avendo dunque specificato tutto ciò, ci si domanda perché il collo di bottiglia che si frappone fra l’area di prossimità alla  Z.T.L. (zona a traffico limitato) impedisca una strategia di implementazione del centro storico in soggetti delle residenze, delle attività economiche (Commercianti, artigiani), delle attività professionali, della burocrazia degli enti locali, del mondo della cultura e della conoscenza (università, accademie, centri ricerca…)  e, last but not least,  della domanda turistica (turisti, alberghi, ristoranti). E, per quanto attiene alla “logistica degli eventi”, resta sempre il fenomeno abnorme  di un Eurochocolate , con le sue strutture provvisorie di oltre 60 banchi di vendita monoprodotto che , se da una parte provoca un flusso di turisti eccezionale concentrato in due fine settimana all’anno , dall’altra non porta alcun valore aggiunto all’economia cittadina, stante la comprovata destinazione della capacità e propensione di spesa  dei suddetti verso un’offerta commerciale che non si identifica con l’economia locale, provenendo gli standisti da altre regioni .

3.1.3.8 Mancanza di una lungimirante, efficiente ed efficace strategia dell’implementazione strutturale e gestionale di soggetti delle permanenze residenziali e alberghiere ,attiveinnovative. 

 E’ sotto gli occhi di tutti il processo di desertificazione e abbandono di strutture e attività del centro storico. Negozi con le serrande abbassate; appartamenti con le persiane chiuse. Ebbene, prima ancora che attivarsi per un loro doveroso  restauro conservativo e ricercarne, attraverso i canali dell’intermediazione immobiliare tradizionale, nuovi fruitori, magari senza la precisa conoscenza di quale e quanta  sia la crisi della domanda di beni e/o servizi attesi, è bene che si prenda in carico il compito di elaborare un piano di marketing territoriale, non come quello teorico e approssimato  che leggiamo  sul sito www.comune.perugia.it    ma che sia approfondito e specifico in una corretta analisi critica che magari tenga conto di bench marking  , quale buona sponda di best practice di amministrazioni comunali virtuose. A volte una compiuta e non acritica conoscenza di ciò che fanno altri comuni, città d’arte come la nostra, può essere di ammaestramento.

 Analisi critica per soluzioni innovative

Sulla base delle  analisi suddette e delle suggestioni di percorsi strategici che da essa si possono prefigurare ,si potranno sviluppare due modelli di “sviluppo sostenibile” : statico-strutturale  e dinamico-funzionale.  

4.1 Analisi critica del modello statico-strutturale, per un progetto di innovazione della configurazione dell’esistente.  

  • Strutture: censimento  analitico (mappatura) di tutti i “contenitori”immobiliari, secondo criteri di  proprietà, possesso, destinazione d’uso, pregi architettonici-storico-culturali; loro potenzialità verso nuove forme di fruizione.
  • Infrastrutture materiali e immateriali : censimento analitico del loro valore e uso  logistico e valutazione della loro potenzialità e flessibilità verso progetti di avanzamento di marketing territoriale.
  • Assetto paesaggistico-monumentale: apprezzamento, in chiave  ecocompatibile, dello scenario ambientale in cui interagiscono le componenti e dove  numerose sono  le valenze e gli spazzi architettonici che vivificano il tessuto intricato, suggestivo e complesso del centro storico; ognuno di essi gioca da secoli il suo antico ruolo da protagonista sulla scena urbana, confuso in una folla chiassosa di attori e comparse non meno determinanti nella rappresentazione della quotidianità, cristallizzata nelle forme del costruito.

4.2 Analisi critica del modello dinamico-funzionale, per una strategia di ammodernamento, diversificazione e riconversione a implementazione nel rapporto domanda/offerta  in prodotti,merci e servizi  della nuova configurazione dell’esistente statico. 

  • Soggetti  beneficiari : check-list ragionata di tutti i soggetti (stakeholder) gravitazionali . Soggetti gravitazionali: titolari di interessi , comportamenti e dinamiche di interazione fra le categorie sociali che sono attratti da esigenze di fruizione dei beni e/o servizi del centro storico .

 

  • Organizzazione gestionale : rappresentazione del modello (o dei modelli) di gestione delle risorse macro e micro socio-economiche e culturali  baricentriche (dell’offerta di beni e servizi)  e gravitazionali (della domanda di beni e servizi) .
  • Logistica di persone e merci : rappresentazione gerarchico-analitica e funzionale  (piattaforme e flussi) dell’annona attuale e dei soggetti gravitazionali .

4.3 Analisi critica dell’esistente socio-economico, per una strategia di implementazione delle risorse gestionali

  • Risorse, economie di scala e sinergie : check-list ragionata delle risorse con una loro schedatura per tipologia, quantità (parametri fisici), qualità (rapporto al bench marking), fruibilità.
  • Produttività: misurazione dell’attualizzazione economica delle risorse, private e pubbliche,  patrimoniali (immobiliari, finanziarie)  , di lavoro-know how, di management  al fine della fruizione-consumi dei risultati economici ottenuti  rispetto al potenziale (bench marking)
  • Input/Output : analisi della bilancia delle attività commerciali (merci e turismo) , artigianali , culturali . Riferimenti al bench marking.

 4.4) Analisi Swot per il supporto scientifico alla modulazione della strategia: mezzi/obiettivi

  • Punti di forza: funzioni di governance (organizzazione gestionale; capacità  di know-how e knowledge;data base; progettazione e fonti di finanziamento  nazionali e/o CEE, e/o regionali).
  • Punti di debolezza :  realizzazione di azioni con efficacia a medio-lungo termine con il rischio di scarsa affidabilità  e monitoraggio sulla loro efficacia.
  • Fattori di successo : presa di coscienza (knowledge) della configurazione esistente e/o ammodernata del modello statico di riferimento (strutture e infrastrutture) e del modello dinamico (funzione organizzativa e gestionale dei soggetti ) di riferimento
  • Fattori di rischio : scarsità di strumenti progettuali per rendere efficiente ed efficace la strategia operativa del conseguimenti degli obiettivi.

 

5 Ipotesi di strategia per l’innovazione del sistema organizzativo : “Inserimento nel contesto urbano”, “Qualità delle infrastrutture e degli spazi pubblici”, “Equilibrio degli  interessi”

  • Linee strategiche di development: riprenderle dai documenti di Marketing Urbano, dal Q.S.V. (quadro strategico di valorizzazione), dagli  elementi strategici del piano generale di sviluppo del comune di Perugia 2010-2014 già elaborati dal comune ed estrapolarne quelle di maggiore convincimento per una realizzazione progettuale pragmatica.
  • Mezzi per il conseguimento degli obiettivi : ricerca di marketing, “idee progettuali” dello smart city, progetti esecutivi e business plan ad esse conseguenti.
  • Obiettivi : sviluppare il livello quali-quantitativo delle attività socioeconomiche e culturali, con baricentro nell’area del centro storico perugino, con programmi ecosostenibili e metodi di azioni continuative, di efficacia progressiva , di gratificazione stratificata a tutti i soggetti gravitazionali.

 6 Ipotesti di business plan per una stima dei costi/benefici progettuali

  • Stato patrimoniale : valutazione dell’esistente statico e dinamico di partenza e stima del suo ROI (redditività sull’investimento progettuale).
  • Conto economico : stima dell’efficacia del progetto secondo la tecnica del rapporto costi/benefici
  • Flussi di cassa : stima dell’efficacia finanziaria nella realizzazione del progetto

 7 Metodologia  di Project Management per l’elaborazione del progetto

La organizzazione del lavoro di progettazione , secondo i work package del Work Breakdown Structure, potrà essere adottata per la realizzazione del progetto , secondo le funzioni e i fattori evidenziati nei capitoli precedenti. Le funzioni a cui abbiamo fatto riferimento, suddivise per tre fasi : analisi, mezzi e obiettivi, per la scomposizione in pacchi di lavoro è la seguente :

La Work Breakdown Structure

Un sistema o un prodotto complesso è di norma costituito da numerose componenti (elementi di attività), ognuna delle quali deve essere progettata, realizzata, collaudata e monitorata; tutte queste attività  devono essere “governate”, tramite il processo di project management, in termini di risorse, tempi e risultati. Per far questo è utile suddividere il complesso dei componenti in gruppi omogenei (pacchi di lavoro), dal punto di vista delle attività di progettazione e controllo, secondo una logica gerarchica top-down.

Le varie attività da svolgere, devono essere organizzate gerarchicamente ed inserite nel piano del progetto, per completare il prodotto finale previsto.

Questa struttura gerarchica è la “Work Breakdown Structure”, cioè la struttura in cui le varie attività da svolgere per completare il prodotto finale vengono organizzate in fasi, sottofasi ed attività di dettaglio. La WBS aiuta pertanto ad identificare tutte le attività necessarie a completare il processo di gestione delle attività del progetto, e quindi anche ad effettuare una stima basata sulla valutazione dell’impegno di risorse umane richiesto per lo svolgimento delle singole attività identificate, da mettere a confronto con la stima effettuata in base al “dimensionamento” del prodotto.

I “pacchi di lavoro”, ovvero raggruppamenti di elementi di attività,  rappresenteranno il primo livello di scomposizione  al termine dei quali vengono effettuati dei controlli formali dello stato di avanzamento del progetto e prese conseguentemente delle decisioni su come procedere nelle fasi successive. La struttura delle WBS, cioè delle fasi e sottofasi da inserire nel piano di realizzazione, corrisponde nella sostanza alla struttura del processo di progettazione e realizzazione del prodotto.

8 Un progetto per  il centro storico di Perugia: spunti metodologici e concettuali di “smart city”per schede operative di rappresentazione analitica e strategica.  Strumenti del decreto “smart cities and communities” per il rilancio del centro storico di Perugia.

8.1 Premessa Metodologica

Il Progetto “Smart city -Centro Storico di Perugia” dovrebbe fare perno sui risultati di specifiche ricerche , volte ad indagarne gli aspetti demografici, sociali, urbanistici ed architettonici, economici, culturali. Nel progetto si cercherà di fare una netta distinzione fra progetto estetico- architettonico-strutturale, ovvero il contesto di scenario, necessariamente statico,  in cui si andrà a storicizzare e movimentare l’evoluzione social-popolare dei comprimari che riparte dalla narrazione  rinascimentale del Pellini prima e ottocentesca del Bonazzi poi, per giungere, attraverso la parentesi pre e post bellica del’900, fino a giorni nostri. L’altra distinzione sarà rappresentata dal progetto nella sua implementazione di proposte e contenuti in chiave di marketing territoriale: si parte da una corretta analisi fra offerta  attuale e potenziale di merci e servizi per correlarla alla analoga domanda dei soggetti di cui ai precedenti punti evidenziati.  Si eviterà, in sostanza, di concludere proposte di innovazione struttura e/o infrastrutturale, senza aver prima focalizzato nel centro di interesse “centro storico”  le funzioni socio-economiche che possano dar vita al dinamismo di una sua ripresa. Una particolare attenzione sarà pertanto dedicata allo studio delle attività economiche (private e pubbliche) , culturali e ricreative  insediate secondo i seguenti parametri: i campi di indagine, le metodologie seguite, i risultati ottenuti. I risultati delle indagini saranno svolti mediante la metodologia dell’analisi Swot (l’acronimo sta per Strengths, weaknesses, opportunities, threats) atta a fornire uno schema logico molto efficace e soprattutto rispondente all’esigenza di interpretare e portare a sintesi i risultati delle indagini svolte, delle informazioni raccolte ed anche delle indicazioni emerse nei focus group e nelle altre occasioni di consultazione dei cittadini. Con l’analisi Swot si rilevano ed evidenziano: punti di forza o debolezza: per l’analisi delle risorse ; fattori di impedimento o di successo :  per il conseguimento dell’obiettivo della strategia,  concretizzabili nell’identificazione delle categorie di soggetti  interessate al miglioramento della qualità della vita nel centro storico ed all’innovazione delle opportunità di business . Soggetti che evidentemente si identificano in altrettanti obiettivi progettuali.  La metodologia che verrà eseguita per sviluppare le funzioni operative di ricerca industriale e sviluppo sperimentale sarà  quella del marketing research, propria della dinamica aziendale, volta a ricercare nuove forme di diversificazione di prodotti, di riconversione industriale e soprattutto di innovazione di impresa. In tale senso diamo per scontato che, al momento  in cui la ricerca e la sperimentazione  avrà dato un esito positivo alla strategia da intraprendere, ci sarà pieno “accordo che definisca con chiarezza gli aspetti relativi alla proprietà e all’utilizzo dei risultati” come richiesto dai partner al bando di gara e per il quale si rimanda al contenuto della Dichiarazione di intenti  a cui farà seguito il  contratto in ATI, dei partner che fanno capo al  presente Progetto, al momento di emissione del decreto del suo  finanziamento.  Il quadro interpretativo della realtà che ne risulterà ci porterà una sorta di mappa cognitiva cui rapportarsi al momento di svolgere l’analisi di scenario, sulla quale elaborare una strategia di rilancio del centro storico perugino che terrà conto della metodologia di project management del WBS (work breakdown structure) , già collaudata in altri progetti finanziabili dal Mise e dal Miur[4] ,che Promover ha messo a punto, necessaria per programmare e gestire il progetto di riqualificazione del centro storico, secondo un preventivo di Piano di Sviluppo Cittadino,  secondo una contaminazione privato/pubblico basata su una contabilità costi/benefici con la quale il rapporto  economico di convenienza spese/costi viene integrato dal parametro di valutazione del valore aggiunto : che deriva dalla coniugazione “benefici sociali” nella redditività di capitali privati e pubblici investiti nella realizzazione del progetto.

 

8.2 Schema dell’Analisi Swot propedeutica alla sviluppo delle funzioni del marketing research

 

L’analisi Swot si svilupperà dunque  prendendo in considerazione due piani, uno di carattere spaziale, distinguendo tra ambiente interno e ambiente esterno, e l’altro di carattere temporale-dinamico  distinguendo le funzioni di attività tra presente e futuro. L’incrocio dei piani di analisi porterà ad identificare punti di forza e di debolezza, riferiti all’ambiente interno nella situazione attuale, nonché opportunità e minacce, ampliando la considerazione al futuro e all’ambiente esterno, ovvero al più generale contesto territoriale, economico, sociale, …, con cui il Centro Storico interagisce (il resto della città,  la realtà provinciale, quella regionale, ecc.).

 

L’esplicitazione di tali elementi è funzionale all’elaborazione delle seguenti linee di evoluzione della strategia:

– esaltare i punti di forza del contesto locale, sintesi della correlazione strutture/funzioni (Plus) ;

– minimizzare ed elidere i punti di debolezza laddove esiste la correlazione strutture/funzioni (Minus) ;

– approfittare delle opportunità che si potranno presentare, anche secondo il bench marking (Fattori di successo) ;

– cercare di contrastare le minacce future, in relazione a ipotesi  (Fattori di vincolo).

L’analisi del Centro Storico sarà  articolata in sette ambiti:

  • la popolazione
  • le attività
  • la qualità urbana e la coesione sociale
  • le infrastrutture e la mobilità
  • università e ricerca
  • il sistema culturale e il turismo
  • indagine sul rapporto Città e il Centro Storico.

 

La ricerca si articola in:

Dimensioni geo-demografiche :va rappresentato il contesto geografico come da PRG.; va rappresentato il contesto socio-culturale dei soggetti che si interagiscono; ne va contestualizzato il ruolo e vanno misurate le priorità  verso l’assesment  organizzativo-gestionale dell’area, identificata nelle sue strutture e infrastrutture, secondo le categorie dei seguenti fruitori , attuali e/o potenziali :

  1. Soggetti delle residenze: il centro storico di Perugia, nonostante alcuni minus strutturali e funzionali  di facile  evidenza (mancanza di cinema e sedi di attività permanenti della cultura; collegamenti non facili; carenza  di posti auto; offerta immobiliare di appartamenti scarsi e scadenti di comfort;carenza di spazi verdi;) rappresenta una ottima scelta di insediamento per nuovi nuclei famigliari e per soggetti, spesso di nazionalità straniera , della classe di reddito medio-medio superiore,  che intendano trovare un “buen retiro”  in una fase particolare del proprio ciclo di vita.
  2. Soggetti delle attività economiche : commercianti. E’ la categoria che più delle altre esprime l’immagine, nel bene e nel male , del centro storico come area di servizi integrati per l’acquirente-consumatore, il cui  target  è stato, negli ultimi trenta  anni , oggetto di profondi cambiamenti. Da centro di interesse per residenti, studenti e turisti, in ordine di importanza per capacità di spesa,   si è  trasformato in acquirenti-occasionali come i turisti degli arrivi, ma sicuramente non “delle permanenze alberghiere” ed i residenti in nuclei famigliari molto ridotti. In altri termini le occasioni di acquisto di prodotti del sistema moda o dell’arredamento o dell’agroalimentare si sono contratte  notevolmente , non tanto per una concorrenza dei centri commerciali dell’hinterland perugino, ma soprattutto per il venir meno dell’attrattiva di un centro storico, non più centro di interessi fra loro integrati ( vita vissuta, shopping, tempo libero, manifestazioni…) ma semplicemente un’ area nella quale dispiegare , soprattutto nelle ore serali-notturne, espressioni di liberazione e trasgressione  di giovani e meno giovani in crisi di identità e assenza di inibizioni. Come dire che ormai l’eccesso di  borderline trova un habitat ideale nel bivaccare sulle scale della Cattedrale di Piazza IV Novembre fino alle ore piccole della notte.
  3. Soggetti delle attività economiche:  artigiani. Si tratta di una specie ormai in estinzione. Si registra una qualche iniziativa di giovani promesse nelle maioliche, la tessitura, la maglieria . Ma si tratta di fenomeni sporadici, encomiabili eccezioni che confermano la regola.[5]
  4. Soggetti delle attività  professionali. La presenza di tutte le funzioni della giustizia, in palazzi fra loro vicini e collegati, promuove l’insediamento e la proliferazione di studi legali che nulla o quasi portano all’economia e al prestigio del centro storico;  nel senso che l’ Orpello di una Giustizia che funzioni, nell’aggregato sistemico e organico di Giudici, PM e  Avvocati,  non è conseguente alla sua localizzazione, in siti di pregio, quanto la sua efficacia nel dispiegare e formulare sentenze certe e rapide.
  5. Soggetti del mondo della cultura e della conoscenza (Università, Accademie, Centri ricerca…). L’Università di Perugia e l’Università per Stranieri  registrano negli ultimi anni accademici un calo di iscritti  e  un rating non certamente positivo delle performance Se consideriamo il ruolo strutturale e funzionale  del centro storico, impostato negli anni 60-70  dal rettore Giuseppe Ermini verso l’accoglimento e l’affidabilità del ricettivo nell’aggregato multinazionale e multilingue studentesco, ne deduciamo che non poco della sua crisi sia imputabile anche a questo fenomeno. Laddove entra in crisi la crescita degli Atenei, si accompagna anche quella del centro storico.
  6. Soggetti  della offerta e della  domanda turistica (turisti, alberghi, ristoranti) . Anche l’ultimo forum del turismo di Federalberghi ha evidenziato come il flusso di turisti a Perugia sia molto occasionale, senza programmi organici in un rapporto arrivi/presenze che incentivi le permanenze facendo del centro storico non solo  un itinerario   di visite a Pinacoteca e musei  ma un insieme di ricerca, eventi, manifestazioni che provochino l’interesse culturale e ricreativo del turista.
  7. Soggetti della burocrazia degli enti locali. Il centro storico di Perugia è sede dei palazzi più importanti delle istituzioni: regione, comune, provincia, prefettura. Anche in questo caso, come già detto per la Magistratura, il prestigio dell’istituzione deriva non dall’orpello ma dalla credibilità con cui l’istituzione amministra il mandato ricevuto dagli elettori. Perché altrimenti sarebbe stato meglio che Palazzo Cesaroni e Palazzo Donini avessero mantenuto la loro originale destinazione d’uso (albergo e residenza di pregio).
  • Storia della sua evoluzione: va evidenziato  , in una sintesi storica , la trasformazione della società perugina dalla sua genesi etrusca, passando per la fase romana, medievale, rinascimentale e barocca, fino ai giorni nostri cosiddetti della “globalizzazione”.
  • Parametri e paradigmi per la enfatizzazione di elementi basilari di geomorfologia.: disegnare in una scheda a diagramma gerarchico-funzionale , i parametri socio economici e culturali che influenzano il quotidiano e l’evoluzione civile , mettendo in evidenza i paradigmi di vivibilità, ovvero un modello di riferimento, un termine di paragone in una prospettiva di ricerca (una scuola di pensiero) con determinate idee sugli scopi della ricerca e sui metodi appropriati (come si dovrebbe realizzare la ricerca) e con i propri valori  e assunti comportamentali  sui quali si è attestato l’attuale sistema funzionale della comunità cittadina.

 

8.3 SCHEDE OPERATIVE DI IDEE PROGETTUALI . LORO RAPPRESENTAZIONE ANALITICA E STRATEGICA PER IL RILANCIO DEL CENTRO STORICO DI PERUGIA  CON RISORSE PUBBLICHE E PRIVATE

Qualsiasi iniziativa di riqualificazione strutturale e sviluppo organizzativo – gestionale si vada a pensare di realizzare nel centro storico di Perugia, occorre partire da alcune premesse di base che, alla fine di un qualsiasi iter di valutazioni strategiche, rappresentano comunque un “fattore K”, quasi una costante di risorse economico – patrimoniali- monumentali- culturali, talmente concatenate fra loro e da loro con la comunità cittadina, che è impossibile prescinderne e non prenderle in seria considerazione per il conseguimento di qualsiasi obiettivo di sviluppo cittadino. A maggior ragione se la valorizzazione di tali risorse è comunque indicata in diverse posizioni  degli “ambiti di intervento” cui l’ “articolo 1 Finalità e oggetto dell’intervento” del bando “smart city….” [6]. Pertanto le schede di idee progetto che seguono, pur nella loro esigenza di innovazione in punta di prodotto/servizio, metodo, ammodernamento e/o ampliamento e/o riconversione di MKT territoriale e/o merceologico, partono da presupposti e condizionamenti di mera esigenza territoriale (ancorché orografica)  e strutturale del centro storico di Perugia, altrimenti destinato al degrado e depauperamento  patrimoniale,  alle infestazioni di superfetazioni architettoniche e di marketing territoriale, alla sub-riconversione  verso un centro espositivo di basso livello di connotazione tecnologica.

  IDEE PROGETTUALI SETTORE DI INTERVENTO E SOGGETTI BENEFICIARI IMPLICAZIONI STRUTTURALI E LOGISTICHE VS. DECRETO “SMART CITY”.[7] ORGANIZZAZIONE GESTIONALE 1) RISORSE, ECONOMIE DI SCALA  E SINERGIE.

 

2) Riferimento all’ambito del decreto

PROGETTO CASA E BOTTEGA 1)Settore: Tessile- Abbigliamento(Maglieria), Calzature ; Agroalimentare (Dolciario) ,Oreficeria, Restauro  mobili; Restauro libri; Stamperia, altre ipotesi di connotazioni merceologiche artigianali.

2) Soggetti beneficiari dell’offerta: artigiani , soprattutto giovani.

Soggetti beneficiari della domanda: residenti, turisti delle presenze e/permanenze alberghiere ed extra alberghiere; frequentatori occasionali del centro storico

1) Strutture : vecchi negozi, botteghe artigiane delle aree direttamente limitrofe alle due arterie Via Baglioni e Corso Vannucci; delimitate dalle 5 porte medievali : Porta Sole, Susanna,  Eburnea, Sant’Angelo,San Pietro.Aree limitrofe.

2) Organizzazione della logistica di persone e merci vs. il centro storico (Minimetrò per merci e persone; piattaforma allo ex mercato coperto…)[8].

1)Organizzazione e promozione dell’offerta ( know-how imprenditoriale, layout , certificazione qualità, formazione imprenditoriale,…).

Sviluppare sistemi ICT

2)Organizzazione e promozione della domanda: turismo, “e market”, afflusso eventi (attrazione marketing territoriale).

.

1) Risorse: Decreto Smart City (Idea progetto e progetti di innovazione sociale).

2) Risorse: Società di trasformazione urbana

3) Risorse : Capitale di rischio e fondi di rotazione Sviluppumbria.

4) Finanziamenti imprenditorialità giovanile.

5) Finanziamenti imprenditorialità femminile.

6)Economie di scala vs. PMI del settore.

7) Sinergie vs. PMI di settore e di indotto trasversale (Grande Distribuzione e Distribuzione Organizzata, Franchising).

2) Riferimenti all’ambito del decreto:

SICUREZZA DEL TERRITORIO

INVECCHIAMENTO DELLA SOCIETÀ;

DOMOTICA; LOGISTICA LAST-MILE; SMART GRIDS;

ARCHITETTURA SOSTENIBILE E MATERIALI; CLOUD COMPUTING TECHNOLOGIES PER SMART GOVERNMENT

PROGETTO CAMPUS UMBRIA

(vedi progetto Brizioli)

1)Settore cultura e formazione (Università e scuole medie superiori).

2) Soggetti beneficiari: studenti, giovani diplomati, laureati

 

Vedi progetto Brizioli Vedi progetto Brizioli Vedi progetto Brizioli
PROGETTO RESIDENCE 1) Settore edilizia residenziale

2)Soggetti beneficiari dell’offerta : proprietari (privati e pubblici) di immobili ; imprese dell’innovazione tecnologica nell’edilizia dei materiali e delle costruzioni.

Soggetti beneficiari della domanda : residenti nuovi attratti dal livello di qualità della vita e residenti consolidati.

1) Strutture: recupero innovativo-tecnologico, anche da sicuro degrado, di immobili con destinazione d’uso abitazione, per nuovi insediamenti abitativi nelle aree cittadine come da Progetto Casa e Bottega.

2) Organizzazione della logistica ,come da Progetto Casa e Bottega.

Iniziative promozionali di marketing territoriale per rendere attrattivo un processo di nuovi insediamenti residenziali, secondo i vantaggi che ne derivano come illustrato nel presente documento.

 

Sviluppare sistemi ICT

L’implementazione del centro storico con migliaia di nuovi residenti- acquirenti-consumatori determina un indotto di servizi commerciali e della logistica  e nuova occupazione che si pone in modo sinergico verso qualsiasi  iniziativa di sviluppo cittadino: eventi, attività culturali di routine (cinema, teatro, tempo libero, …).

Risorse: progetto casa per giovani coppie.

2) Riferimento all’ambito del decreto:

SICUREZZA DEL TERRITORIO

INVECCHIAMENTO DELLA SOCIETÀ;

DOMOTICA; LOGISTICA LAST-MILE; SMART GRIDS;

ARCHITETTURA SOSTENIBILE E MATERIALI;

CULTURAL HERITAGE

PROGETTO SHOPPING 1) Settore commerciale.

2) Soggetti beneficiari della offerta : operatori del terziario; imprese edili e di arredamento, ammodernamento, ampliamento  e riconversioni  di destinazione d’uso.

Soggetti beneficiari della domanda: residenti, turisti, operatori economici, studenti, frequentatori occasionali del centro storico.

 

Lo shopping ha un parametro che è quello dei centri commerciali, dove tutto il processo di shopping, nel comportamento dell’acquirente-automobilista-consumatore ha una precisa liturgia. Si tratta di trovare soluzioni , soprattutto di innovazione logistica che, come in un moderno “hub merci”, consenta al soggetto interessato di contare sugli stessi servizi e prerogative di un centro commerciale. In altre parole il minimetrò può essere strumento di collegamento parcheggio-centro commerciale del centro storico, come di un qualsiasi ipermercato, integrato anche per il trasposto merci. 1)Organizzazione e promozione dell’offerta ( know-how imprenditoriale, layout , certificazione  qualità, formazione imprenditoriale,…).

2)Organizzazione e promozione della domanda: , residenti , turisti “e market”, afflusso eventi (attrazione marketing territoriale).

 

Sviluppare sistemi ICT

 

1) Risorse: Decreto Smart City (idea progetto e progetti di innovazione sociale).

2) Risorse: Società di trasformazione urbana

3) Risorse : Capitale di rischio e fondi di rotazione Sviluppumbria.

4) Finanziamenti imprenditorialità giovanile.

5) Finanziamenti imprenditorialità femminile.

6)Economie di scala vs. PMI del settore.

7) Sinergie vs. PMI di settore e di indotto trasversale (Grande Distribuzione e Distribuzione Organizzata, Franchising)

2) Riferimento all’ambito del decreto:

SICUREZZA DEL TERRITORIO

INVECCHIAMENTO DELLA SOCIETÀ;

DOMOTICA; LOGISTICA LAST-MILE; SMART GRIDS;

ARCHITETTURA SOSTENIBILE E MATERIALI.

CLOUD COMPUTING TECHNOLOGIES PER SMART GOVERNMENT

PROGETTO STAGING  E START UP 1)Settore terziario avanzato (formazione e ICT; Poli di Innovazione)  e Università Italiana e per Stranieri.

2) Soggetti beneficiari dell’offerta: imprese di terziario avanzato, Università.

Soggetti beneficiari della domanda: giovani diplomati, laureati ;giovani titolari di innovazione di impresa.

 

Strutture: le due università presentano spazi organizzativi adeguati per un “impianto” di stages, formazione permanente e assistenza allo start up di innovazione di microimprese, legato alle eccellenze locali rilevabili anche nei poli di innovazione:

•    Efficienza energetica e fonti rinnovabili;
•    Scienze della vita;
•    Meccanica avanzata e Meccatronica;
•    Materiali speciali e micro e nano tecnologie.

 

Le due università e i due poli di innovazione umbri dispongono di competenze e capability adatte a promuovere, organizzare e gestire un impianto di stages e formazione permanente.

Sviluppare sistemi ICT

1) Risorse: Decreto Smart City (idea progetto e progetti di innovazione sociale). Bandi Miur e Mise;

Convenzioni con privati.

1a)Economie di scala e sinergie fra Enti Strumentali Regione e Università.

3) Riferimento all’ambito del decreto:

CULTURAL HERITAGE; CLOUD COMPUTING TECHNOLOGIES PER SMART GOVERNMENT

PROGETTO AUDITORIUM SAN FRANCESCO 1)Settore : cultura (musica, danza, teatro).

2) Soggetti beneficiari dell’offerta: complessi artistici di musica , danza, folklore,…

Soggetti beneficiari della domanda: residenti, turisti, studenti, operatori e lavoratori dello spettacolo.

Il progetto auditorium è ormai completo nelle sue implicazioni strutturali. Va implementato in arredamento e strumenti di fruizione del servizio. Va studiato e progettato il processo di logistica per il suo accesso ai fruitori. Premessa per una  gestione dell’auditorium “self liquidating” è impostare una programmazione che faccia perno sui seguenti soggetti : Associazione Amici della Musica, del Teatro, Conservatorio, Fonte Maggiore, Teatro Stabile Morlacchi, Agenzie turistiche  e con tutti soggetti della cultura in modo da garantire almeno il 50% di un plafond di presenze basato su un pacchetto di offerta programmata di sicuro interesse culturale, spettacolare.

Sviluppare sistemi ICT

 

1) Realizzare un marketing teatrale , fra cultura e mercato , potenziando e attualizzando tutte le opportunità sinergiche fra i soggetti dell’offerta e della domanda di cultura dello spettacolo.

2) Riferimento all’ambito del decreto:  CULTURAL HERITAGE.

PROGETTO FESTIVAL HOUSE

(vedi progetto allegato)

Settore : cultura (musica, danza, teatro). Tutte le attività legate agli eventi che si sono consolidati nel tempo in Umbria (Spoleto festival, Sagra Musicale, Umbria Jazz, festival delle Nazioni, Assisi festival Musica…)

Soggetti beneficiari: residenti, turisti, studenti, operatori e lavoratori dello spettacolo.

Sede amministrativa e organizzativa per il coordinamento di tutti i festival più significativi della regione umbra. Organizzazione della gestione della programmazione e coordinamento delle varie iniziative in materia di festival.

Sviluppare sistemi ICT

Vedi documento allegato.

 

3) Riferimento all’ambito del decreto : CULTURAL HERITAGE; CLOUD COMPUTING TECHNOLOGIES PER SMART GOVERNMENT

PROGETTO EX MERCATO COPERTO

(vedi progetto del  2005 allegato )

1) Settore intervento: distribuzione organizzata; attività espositiva; mostra-mercato permanente delle eccellenze umbre.

2) Soggetti beneficiari della domanda: residenti, turisti, operatori economici, studenti, frequentatori occasionali del centro storico.

Soggetti beneficiari dell’offerta : espositori perugini e umbri.

Struttura del mercato coperto e Arconi del Sopramuro. Sbocco logistico del Minimetrò.

Progetto di restauro conservativo, consolidamento  strutturale e riconversione funzionale.

Un ente , mix di interessi pubblici e privati che realizzi il marketing di un centro espositivo e di distribuzione organizzata di prodotti umbri.

Sviluppare sistemi ICT

1)Il centro di interesse di promozionare il tessuto produttivo delle PMI perugine e umbre è l’obiettivo di un progetto di sinergie ed economia di scala dei costi di marketing ad esse sotteso.

2) Riferimento all’ambito del decreto:

SICUREZZA DEL TERRITORIO

DOMOTICA; LOGISTICA LAST-MILE; SMART GRIDS;

ARCHITETTURA SOSTENIBILE E MATERIALI.

PROGETTO EX CARCERE PIAZZA PARTIGIANI ED EX CASERMA FORTEBRACCIO IN CORSO GARIBALDI . 1)Settore di intervento: dolciario e/o altri monotematici.

2) Soggetti beneficiari della domanda: residenti, turisti, operatori economici, studenti, frequentatori occasionali del centro storico.

 

2) Soggetti beneficiari dell’offerta: operatori umbri del dolciario e/o di altri settori merceologici della produzione artigianale.

Struttura a stella dell’ex carcere di Piazza partigiani. Ex caserma di Braccio Fortebraccio: appendice  claustrale della Chiesa di Sant’Agostino

Sbocco logistico delle scale mobili per il centro storico.

Progetto di restauro conservativo, consolidamento  strutturale e riconversione funzionale.

Per le due strutture possiamo prevedere due centri di formazione e sperimentazione monotematica per il settore  dolciario e/o enologico e/o tessile/abbigliamento , e/o cartotecnico sulla scia di competenze e capability Perugina, Elle Esse, Igi, Poligrafico .

Sviluppare sistemi ICT

 

1) Risorse: Decreto Smart City (idea progetto e progetti di innovazione sociale). Bandi Miur e Mise

Convenzioni con privati.

2)Economie di scala e sinergie fra Enti Strumentali Regione e Università.

2) Riferimento all’ambito del decreto:

ARCHITETTURA SOSTENIBILE E MATERIALI.

PROGETTO LOGISTICA[9] Settore di intervento: trasporti su gomma, ferro ed etto metrico; Engineering:progettare la logistica urbana ed extra urbana secondo criteri di razionalizzazione delle risorse (evitare overlapping) e ottimizzazione dei risultati (servizio ai fruitori).

Soggetti beneficiari: progettisti e fruitori attuali e potenziali

 

Sede operativa e amministrativa : presso uno dei siti indicati nel presente prospetto da implementare. Organizzare la ricerca di strategie di approvvigionamento più efficaci, o di migliori politiche per la gestione di magazzino o delle scorte e per la mobilità di merci e persone nel centro storico.

Sviluppare sistemi ICT

1) Risorse: Decreto Smart City (idea progetto e progetti di innovazione sociale). Bandi Miur e Mise

Convenzioni con privati.

2)Economie di scala e sinergie fra Enti Strumentali Regione e Università, associazioni di categoria.

2) Riferimento all’ambito del decreto:

LOGISTICA LAST-MILE

PROGETTO RESTAURO CONSERVATIVO BENI MONUMENTALI 1) Settore di intervento: restauro beni culturali, restauro beni monumentali, restauro beni religiosi, restauro conservativo,

restauro di pitture parietali antiche.

2) Soggetti beneficiari dell’offerta :

PMI del settore; giovani impegnati nelle nuove occupazioni del restauro.

Soggetti beneficiari della domanda: soggetti , permanenti e/o temporanei gravitazionali nel centro storico

Sede operativa e amministrativa : presso uno dei siti indicati nel presente prospetto da implementare. 1.      Corsi riconosciuti di formazione, specializzazione e aggiornamento nel settore dell’arte, del restauro e del management dei beni del patrimonio culturale;

2.      ricerche e indagini scientifiche;

3.      campagne di restauro, scavo archeologico, documentazione e catalogazione;

4.      interventi di restauro e conservazione;

5.      piani integrati di valorizzazione turistica e culturale;

6.      progetti per la realizzazione di attività formative;

7.      redazione e stampa di pubblicazioni e studi nel settore;

8.      realizzazione di conferenze e incontri tematici;

9.      azioni formative e di consulenza.

 

1) Risorse: Decreto Smart City (idea progetto e progetti di innovazione sociale). Bandi Miur e Mise

Convenzioni con privati.

2)Economie di scala e sinergie fra Enti Strumentali Regione e Università, associazioni di categoria, Accademia Bellle Arti.

3) Riferimento all’ambito del decreto:

CULTURAL HERITAGE

PROGETTO INNOVAZIONE OFFERTA COMMERCIALE E DEL TURISMO INCOMING 1) Settore di intervento: marketing della distribuzione commerciale e dell’incoming turistico e loro interfaccia funzionale.

2) Soggetti beneficiari dell’offerta: giovani in innovazione di impresa commerciale; commercianti; agenzie turistiche.

Soggetti beneficiari della domanda: soggetti , permanenti e/o temporanei (turisti,studenti) gravitazionali nel centro storico.

Sede operativa e amministrativa : presso uno dei siti indicati nel presente prospetto da implementare -Utilizzare gli strumenti di analisi del territorio;
– Gestire i rapporti con i turisti e con la popolazione residente;
– Interpretare i piani turistici territoriali;
– Predisporre pacchetti turistici;
– Redigere piani di marketing e di accoglienza turistica
– Pianificare i trasporti turistici;
– Interpretare i contratti commerciali;
– Redigere delle scritture contabili d’esercizio e in sede di chiusura e nella redazione del bilancio d’esercizio;
– Impiegare le principali tecniche relative alla formulazione di politiche aziendali attinenti alla vendita e alla realizzazione del servizio turistico in casi concreti
– Redigere i budget aziendali
– Saper utilizzare gli strumenti di analisi del territorio
– Predisporre e organizzare itinerari turistici e visite guidate;
– Gestire una visita guidata, fornendo informazioni sull’evoluzione storica, sociale e culturale di una località o di una regione.
1) Risorse: Decreto Smart City (idea progetto e progetti di innovazione sociale). Bandi Miur e Mise

Convenzioni con privati.

2)Economie di scala e sinergie fra Enti Strumentali Regione e Università, associazioni di categoria, Accademia Bellle Arti.

 

2) Riferimento all’ambito del decreto:

SICUREZZA DEL TERRITORIO

INVECCHIAMENTO DELLA SOCIETÀ;

DOMOTICA; LOGISTICA LAST-MILE; ARCHITETTURA SOSTENIBILE E MATERIALI;

CLOUD COMPUTING TECHNOLOGIES PER SMART GOVERNMENT

 

PROGETTO UMBRIA CATERING .[10]

 

1) Settore di intervento: filiera dell’agroalimentare correlata al sistema di ristorazione classico e agrituristico e sagre paesane) . Soggetti beneficiari dell’offerta: PMI dell’agroalimentare e ristorazione.

Soggetti beneficiari della domanda: soggetti , permanenti e/o temporanei (turisti,studenti) gravitazionali nel centro storico.

 

Sede operativa e amministrativa : presso uno dei siti indicati nel presente prospetto da implementare.

Implicazioni logistiche: repertare un sistema ICT in overlapping con sistema integrato di acquisizione “commanda” e svolgimento servizio.

Un vero e proprio team building creativo per impostare un metodo perfetto da applicare successivamente con gli interlocutori, siano essi collaboratori o clienti da fidelizzare: brain storming, problem solving e creative thinking i precetti fondamentali di questa parte di Campus per organizzazione gestionale che prevede: servizio di catering; l’organizzazione, la gestione, la locazione di locali adibiti alla ristorazione in genere, anche di self-Service e mense, di bar, di caffe’, di ritrovi, di tavole calde, di birrerie, di rosticcerie, di ristoranti ed esercizi commerciali, di prodotti affini, e/o l’acquisto di licenze amministrative per l’esercizio delle attivita’ suddette;La somministrazione al pubblico di alimenti e bevande anche alcoliche.

 

1) Risorse: Decreto Smart City (idea progetto e progetti di innovazione sociale). Bandi Miur e Mise

Convenzioni con privati.

2)Economie di scala e sinergie fra Enti Strumentali Regione e Università, associazioni di categoria, Accademia Bellle Arti.

3) raccordo di filiera agroalimentare vs. Coldiretti, Imprese agricole, di trasformazione (Olivicole, vinicole, specialità alimentari, …).

4) Riferimento all’ambito del decreto:

CLOUD COMPUTING TECHNOLOGIES PER SMART GOVERNMENT

LOGISTICA LAST-MILE;

PROGETTO “MONSU TRAVET Settore di intervento: Pubblica Amministrazione : scuola di formazione quadri – funzionari.

Soggetti beneficiari : giovani da avviare alla carriera nella P.A.

Sede operativa e amministrativa : presso uno dei siti indicati nel presente prospetto da implementare.

Implicazioni logistiche: repertare un sistema ICT in overlapping con sistema integrato di svolgimento servizi alla cittadinanza.

Il passaggio verso il sistema di gestione informatica del protocollo e dei documenti nelle pubbliche amministrazioni rende necessario lo svolgimento di una serie di interventi formativi che permettano al personale della pubblica amministrazione (operatori di protocollo, operatori comuni, funzionari e dirigenti) di recepire il cambiamento e di operare con la massima efficienza., per svolgere  questa funzione primaria in aula e on-line per garantire ai diversi soggetti coinvolti, tutte le conoscenze tecnologiche e metodologiche necessarie. In particolare, potranno essere erogati anche  i seguenti corsi:

·         La gestione informatica dei documenti e gli strumenti di organizzazione degli archivi

 

1) Risorse: Decreto Smart City (idea progetto e progetti di innovazione sociale). Bandi Miur e Mise

Convenzioni con privati.

2)Economie di scala e sinergie fra Enti Strumentali Regione e Università, associazioni di categoria,;

Sinergia con “Scuola lingue estere dell’esercito”.

 

3) Riferimento all’ambito del decreto:

CLOUD COMPUTING TECHNOLOGIES PER SMART GOVERNMENT

 

 

 

9 Il progetto con le sue implicazioni metodologiche  sulla “smart city”

Fondamentalmente sono 6 i parametri di identificazione e misura delle smart cities, analizzati nel rapporto “European Smart Cities” realizzato dall’Università di Vienna in collaborazione con quelle di Lubiana e Delf (www.smart-cities.eu) ovvero: mobility, environment, people, living, governance, economy e riprese dal decreto ministeriale cui il presente rapporto fa riferimento.

Nel caso specifico andrebbe svolta un’analisi swot per verificare come i punti di forza e/o debolezza e i fattori positivi (opportunità) e/o negativi (condizioni) si pongono nella realtà del centro storico di Perugia. rispetto agli indicatori di smart city seguenti.


Smart mobility

Local accessibility (Inter-)national accessibility Availability of ICT-infrastructure. Sustainable, innovative and safe transport systems
Smart mobility significa spostamenti agevoli, buona disponibilità di trasporto pubblico innovativo e sostenibile con mezzi a basso impatto ecologico, regolamentazione dell’accesso ai centri storici a favore di una maggiore vivibilità, adozione di soluzioni avanzate di mobility management e di infomobilità per gestire gli spostamenti quotidiani dei cittadini e gli scambi con le aree limitrofe.

Il centro storico di Perugia, nonostante il moderno mezzo  etto metrico (minimetrò) lo colleghi con un grande parcheggio periferico, presenta , per le sue caratteristiche orografiche ancor oggi notevoli problemi sulla mobilità di persone e cose.


Smart environment

Attractivity of natural conditions.Pollution.Environmental protection Sustainable resource management.

Una città smart promuove uno sviluppo sostenibile puntando alla riduzione dell’ammontare di rifiuti e alla raccolta differenziata, alla riduzione delle emissioni di gas serra attraverso la limitazione del traffico e all’ottimizzazione delle emissioni industriali. A questi obiettivi si possono aggiungere la razionalizzazione dell’edilizia ed il conseguente abbattimento dell’impatto del riscaldamento e della climatizzazione, la razionalizzazione dell’illuminazione pubblica, la promozione, la protezione e la gestione del verde urbano nonché la bonifica delle aree dismesse.

Rispetto  agli indicatori suddetti vi sono  alcuni sviluppi virtuosi come la raccolta differenziata “porta a porta” dei residui solidi urbani; la qualità della vita , dal punto di vista delle emissioni  è accettabile; così pure rispetto agli altri indicatori, salvo quello dell’edilizia, ancora molto indietro sia per gli ammodernamenti e restauri conservati di immobili, sia per il recupero di alcune aree lasciate al  degrado (mercato Coperto, ex Carcere di Piazza Partigiani, etc.) ed ancora senza una valida destinazione e implementazione  di marketing territoriale .

Smart people

Level of qualification.  Affinity to life long learning. Social and ethnic plurality.Flexibility.Creativity.Cosmopolitanism/Open-indedness.Participation in public life.

Una ritrovata consapevolezza e partecipazione nella vita pubblica, alti livelli di qualifica dei cittadini, pacifica convivenza di diversi portatori di interesse e comunità sono alcune delle caratteristiche smart che si possono trovare in una “città intelligente”.

Il centro storico di Perugia rappresenta due enormi contraddizioni: ampia apertura ad eventi (Umbria Jazz,Eurochocolate, Sagra Musicale; festival del Giornalismo…) e inconsistente presenza di residenti, a salvaguardia  e presidio del territorio verso le “razzie” degli spacciatori di  sostanze stupefacenti. La presenza di migliaia di studenti delle due università (Italiana e stranieri) non riesce a fare da virtuoso cuscinetto a tale dicotomia strutturale e culturale.

 

Smart  living

Cultural facilities. Health conditions. Individual safety. Housing quality. Education facilities.Touristic attractivity.Social cohesion
Una città smart fonda la propria crescita sul rispetto della sua storia e della sua identità; promuove la propria immagine turistica con una presenza intelligente sul web; virtualizza il proprio patrimonio culturale e le proprie tradizioni e le restituisce in rete come “bene comune” per i propri cittadini e i propri visitatori; usa tecniche avanzate per creare percorsi e “mappature” tematiche della città e per renderle facilmente fruibili ecc.

Smart governance

Participation in decision-making. Public and social services. Transparent governance. Political strategies & perspectives

Un governo smart ha una visione strategica del proprio sviluppo e sa definire in base a questa scelte e linee di azione, è in grado di coinvolgere i cittadini nei temi di rilevanza pubblica, promuovere azioni di sensibilizzazione ed utilizzare le tecnologie per digitalizzare ed abbreviare le procedure amministrative, ecc.

Smart economy

Innovative spirit. Entrepreneurship.Economic image & trademarks.Productivity.Flexibility of labour market.International embeddedness.Ability to transform.

Dalla realizzazione di performance di politica di marketing territoriale, per rendere attrattivo il territorio del centro storico verso insediamenti di valenza economica,  possono nascere diversificate ed efficaci new entries legate ai piani di restauro conservativo degli immobili, secondo criteri compatibili con le aree di intervento previste nel bando per le “aree tematiche riferibili alle sfide sociali emergent”o nuovi insediamenti di attività artigianali di eccellenza , definibili nel concetto di “casa e bottega”. Non a caso il bando prevede incentivi legati alla imprenditorialità giovanile, per un target di neo imprenditori inferiore ai 30 anni. 

SULLA BASE DELLE  ANALISI SUDDETTE E DELLE SUGGESTIONI DI PERCORSI STRATEGICI CHE DA ESSA SI POSSONO PREFIGURARE ,SI POTRANNO SVILUPPARE DUE MODELLI: STATICO-STRUTTURALE  E DINAMICO-FUNZIONALE, COME ILLUSTRATI AL CAPITOLO 2.

  10 Check list degli input, frutto di un brain storming fra opinion leader  e stakeholders , da  rilevare ed analizzare nella ricerca.

  •  La qualità urbana e la coesione sociale
  •  Le infrastrutture e la mobilità
  •  Università e ricerca
  •  Il sistema culturale e il turismo
  •  Indagine sulla città e il Centro Storico
  •  L’andamento complessivo della popolazione residente
  •  La densità media della popolazione nel Centro contro un valore medio nel territorio comunale
  •  Andamento del saldo sociale e saldo naturale
  •  La piramide dell’età del centro storico  rispetto al restante territorio comunale.
  •  Gli stranieri residenti nel Centro Storico ; loro diffusione comparata ; l’origine degli stranieri .
  •  La distribuzione della popolazione all’interno del Centro Storico: i quartieri più densamente abitati.
  •  Il numero medio di componenti per famiglia nel Centro Storico. Confronto con un valore medio comunale .
  •  Andamento dei flussi immigratori.
  •  Recupero delle abitazioni non occupate e la rifunzionalizzazione di contenitori dismessi .
  •  Livelli di  integrazione e fenomeni di disagio sociale.
  •  Fenomeno del CS [11]da parte della popolazione residente.
  •  Gli abitanti del CS sono prevalentemente occupati nelle seguenti attività :……..
  •  Unità locali presenti nel Centro Storico ; addetti.
  •  Le forze lavoro nel CS  rispetto al  valore medio comunale: ripartizione per occupati, disoccupati ; in cerca di prima occupazione confrontati a quelli complessivi della città
  • .Livelli di presenza negli assi centrali di servizi finanziari che riducono in parte le relazioni di  permeabilità tra spazio pubblico e attività al piano terra nell’edificato.
  •  Strutture ricettive.
  •  Il recupero dei vuoti urbani e dei contenitori dismessi costituiscono l’occasione per la localizzazione di nuove attività.
  •   % delle abitazioni del Centro Storico che risultano occupate, vs. la media comunale .
  •   % delle abitazioni occupate da residenti in proprietari contro una media comunale di……
  •  % dell’edilizia residenziale sociale  localizzata nel Centro Storico, contro una media comunale di….
  •  Presenza di un patrimonio edilizio di valore storico nel tessuto urbano : sua entità dimensionale e di valore.
  •  Presenza di contenitori storici e di aree dismesse o in corso di dismissione nel Centro Storico.
  • Presenza di una rete di servizi pubblici facilmente accessibile sia con i mezzi di trasporto pubblico.
  • Parcheggi liberi a corona del centro e 150 m dai parcheggi a pagamento all’interno del centro.
  • Presenza e livello di accessibilità dal Centro Storico del verde pubblico .
  •  % delle abitazioni risultano vuote. Dove?
  •  Edilizia residenziale sociale presente nel C.S.
  •  La dotazione di posti auto delle abitazioni occupate da residenti
  •  % degli edifici del Centro Storico  totalmente o prevalentemente ad uso abitativo ;% e totalmente o prevalentemente utilizzato ad alberghi, uffici, ecc.
  •   Il complesso del Mercato coperto è degradato  strutturalmente;
  •   Rilevazione del degrado di alcuni edifici. Bassa qualità dell’immagine percepita negli spazi pubblici.
  •   Livello di concentrazione delle attività di servizio lungo gli assi principali.
  •   Non adeguata valorizzazione turistico culturale di alcune aree di pregio.
  •   Verifica del nuovo l PRU ex verso nuove e più agevoli relazioni tra  alcune aree critiche per la logistica .
  •   Rilevazione di  “vuoti urbani” oggetto di intervento (alcuni con cantieri in corso altri in fase di progettazione).
  •   Interventi residenziali  commerciali in riferimento al pt, in corso di attuazione.
  •  Riqualificazione di aree commerciali .
  •  Interventi  residenziali e commerciali in corso di attuazione e in programma.
  •  Interventi sul mercato coperto.
  •  Ipotesi di realizzazione del Campus universitario : può aprire  a nuove relazioni tra i quartieri residenziali  tramite percorsi pedonali e ciclabili che lo attraversano.
  •   Valutazioni sul Piano Generale del Traffico Urbano e  relativi “piani particolareggiati attuativi”.
  •   Livello di utilizzo del mezzo privato che rappresenta il  X% della mobilità per lavoro/studio e il  X % della mobilità diretta in Centro Storico.
  •  Livello di utilizzo di autobus  e minimetrò delle persone che si recano in centro e pendolarismi in uscita dal CS.
  •  Livello di domanda e utilizzo di parcheggi liberi nelle zone a corona del Centro Storico.
  •  Livelli di interferenze dei percorsi pedonali con gli spazi per la sosta e la viabilità motorizzata (mancanza di marciapiedi e di percorsi protetti).
  •  Razionalizzazione, riorganizzazione del sistema della sosta e dei parcheggi.
  •  Verifica della esigenza di ampliamento della zona a traffico limitato e/o delle aree pedonali, in relazione alle nuove funzioni da localizzare nel CS.
  •  Regolamentazione della tariffazione della sosta con trasferimento al di fuori del Centro Storico dei parcheggi di lunga sosta.
  •  Esigenza di realizzazione di un nuovo parcheggio  a corona del Centro Storico.
  •  Assetto delle facoltà universitarie rispetto al C.S. Presenza di popolazione studentesca.
  •  % della popolazione universitaria che ha provenienza diversa da quella della Provincia di Perugia.
  • % della polazione studentesca straniera.
  •  Presenza  in città di associazioni di studenti universitari localizzate in particolare nel Centro Storico che oltre a svolgere una funzione di supporto agli studenti organizzano attività culturali e ricreative.
  •  Sono state avviate iniziative che mettono in relazione università e teatro (cantieri teatrali per universitari) ?
  •  E’ stato istituito un tavolo permanente di concertazione che riunisce diversi soggetti (Comune ,, Polo universitario, associazioni culturali ed  economiche di categoria) ?
  •  Nell’ultimo triennio si è registrato un calo delle iscrizioni degli studenti all’Università, sia Italiana che Stranieri ?
  •  Sono ancora stati attivati tutti i finanziamenti necessari al completamento di l progetti  per il potenziamento dell’Università?
  •  Procede (e come)n  il recupero dell’ex complesso ospedaliero di Monteluce?
  •  Tale nuova struttura apre nuove opportunità per il Centro Storico e nuove relazioni con i poli culturali esistenti ?
  •  Possibili ricadute sul mercato immobiliare per l’incremento della domanda di alloggi in affitto e in vendita dei nuovi immobili di Monteluce. Rilancio del business immobiliare.
  •  Perché si allontanano i residenti stabili dal Centro Storico?
  •   Il complesso conventuale di San Francesco ,recentemente restaurato, è sede di mostre temporanee ? Si può pensare al trasferimento e/o potenziamento  di una parte della pinacoteca (prima tranche) ?
  •  Quanto è elevato il numero di visitatori  della  mostra su ll  Pintoricchio, rispetto ad altre manifestazioni (Umbria Jazz, Eurocholate ?
  •  Andamento  del numero di visitatori nelle mostre temporanee organizzate nelle strutture museali.
  •  Censimento dei numerosi i beni culturali presenti nel Centro Storico.
  •  Presenza di fondi speciali e archivistici presso la biblioteca comunale, e altri siti analoghi ?
  •  Caratteristica anche la città della mostra fotografica “Come eravamo” (anni 50-60)
  •  Dati sulle presenze agli spettacoli teatrali e musicali.
  •   Organizzazione di Tavoli di concertazione tra i diversi soggetti che si occupano di attività culturali.
  •   E’ stato istituito un “Fondo per la cultura” in project financing?
  •   Livello del numero di visitatori dei musei diffusi.
  •   Livello di promozione del patrimonio culturale e monumentale del Centro Storico.
  •   Eventuali criticità nel rapporto tra i diversi borghi della città.
  •   Attuale “isolamento” del complesso del San Domenico rispetto al sistema dei beni culturali perugini?
  •   Scarsa qualità e scarsa vitalità delle strade che collegano i borghi con l’acropoli.
  •   Scarso utilizzo o disuso di alcuni contenitori per gli spettacoli (Teatro/Cinema Lilli, Turreno; Modernissimo, Pavone).
  •    Restauro della Chiesa  di san Francesco  che accoglierà l’Auditorium e mostre temporanee
  •   Altri palazzi in restauro e loro destinazione d’uso e programmi di implementazione funzionale.
  •    Sottoutilizzo di strutture museali ?
  •   Analisi dei costi/benefici di Eurichocolate[12]

 

  1. A) NUOVE IPOTESI STRUMENTALI PER IL C.S. ( Centro Storico)

 C.S. come salotto.

C.S. come “centro commerciale naturale”.

Sostenere la residenzialità nel C.S.

Migliorare le relazioni del C.S. con il resto della città.

Migliorare l’attrattività del C.S .che è considerato trascurato.

Favorire il recupero dei grandi valori e degli edifici fatiscenti non occupati, per esempio il carcere.

Migliorare vivibilità e accoglienza del C.S.

Organizzare eventi e interventi che coinvolgano tutti.

Rianimare con continuità strade, piazze e piazzette attraverso mercatini, spettacoli e manifestazioni.

Realizzare iniziative che non siano legate a una sola funzione d’uso.

Valorizzare monumenti e luoghi.

Migliorare la promozione.

Creare percorsi in CS per un’accoglienza culturale guidata.

Aggiornare e migliorare la segnaletica, integrandola con l’informazione, per parcheggi disponibili, funzioni, musei, eventi, edifici anni Venti, razionalisti, ecc., memoria urbana,

Installare più punti di informazione (info point) nei luoghi di maggiore affluenza dall’esterno come aeroporto, stazione, fermate autobus, parcheggi.

Capire quali possono essere vocazioni e identità degli spazi pubblici e migliorarne la fruizione.

Nuovo progetto dell’Amministrazione comunale per creare maggiori spazi a verde e utilizzare il verde con funzione antinquinamento.

Sostenere e promuovere gli spazi di relazione già presenti in CS

Sviluppare  il presidio del CS da parte delle associazioni storiche della vita  perugina .

Far crescere il senso di appartenenza dei PERUGINI.

Costruire un nuovo rapporto di convivenza tra pubblico-privato sugli interventi nel CS.

E’ cambiato l’abitante del CS, è in atto l’invecchiamento, i vani vuoti sono stati occupati dai nuovi arrivati (immigrati).

Evitare che si formino dei ghetti per fasce d’età o origine.

Gli affitti per gli studenti sono elevati.

Analizzare le zone considerate critiche, per capire le dinamicità dei nuovi residenti immigrati o studenti che siano.

Presenza di strade, portici e facciate degradate (non asfaltare le strade in CS).

Forte impatto ambientale dei troppi interventi edilizi  in CS.

Invadenza dei parcheggi, che limita lo spazio per camminare, com’è ai Giardini Carducci e Piazza italia .

Il mercato ambulante di Eurochocolate  è invasivo, per oltre 2 mesi .

La città deve vivere anche nel fine settimana, ma di domenica ci sono pochi esercizi aperti.

Ci sono problemi di accessibilità al CS. spazi segnalati, riservati e attrezzati non solo in CS

Limitare e disincentivare l’utilizzo delle auto a favore dell’utenza “lenta”.

Realizzare parcheggi sotterranei, multipiano o in aree dismesse

Più parcheggi scambiatori e a rotazione

Aumentare la tariffa per la sosta al fine d’incentivare l’uso del mezzo pubblico.

Istituire navette gratuite, dall’esterno al CS, e mettere il pagamento all’uscita.

Aumentare la dimensione dell’area pedonale.

Curare maggiormente l’arredo urbano: realizzare un’illuminazione adeguata, installare “aiuole” mobili, tipo palchi in cui effettuare spettacoli, portarifiuti, posacenere e più panchine .

Rivedere gli orari del commercio per favorirne l’utilizzo.

Favorire gli artigiani in CS.

Aumentare la varietà merceologica dell’offerta del CS, diversificare le attività e ricreare luoghi d’incontro.

Migliorare l’accessibilità dei servizi presenti in CS.

 

  1. B) LE CRITICITÀ E LE OPPORTUNITÀ EMERSE SULLA CITTÀ E IL CENTRO STORICO

 

  1. a) PUNTI DI FORZA PUNTI DI DEBOLEZZA

Misurare il livello di attrazione generale del CS  sia da parte dei residenti nei comuni esterni  sia dei residenti nel C.S..

Come è finalizzata  la frequentazione del CS : al passeggio, allo shopping e per usufruire dei servizi di carattere pubblico.

Il mercato è un importante fattore di attrazione seguito dagli spettacoli e dagli incontri con gli amici.

Il passeggio è ancora la prima motivazione citata dagli abitanti nei comuni esterni, subito però seguito dallo shopping  e dagli incontri di carattere amicale.

La piazza IV Novembre centrale è riconosciuta come l’elemento più rappresentativo della città anche dai residenti nei comuni esterni.

Sia tra i residenti che tra i non residenti, coloro che ritengono le vie commerciali del Centro Storico di elevata qualità sono in numero superiore a coloro che invece sono convinti  del contrario.

L’attività teatrale è riconosciuta dalla più parte dei residenti  o non residenti ?.

I residenti nei comuni vicini, nelle fasce giovani e adulti, è alla ricerca di soluzioni alternative a quelle offerte dal loro comune di appartenenza.

Le maggiori critiche mosse dai residenti sono:

– la mancanza di attrazioni particolari;

– la percezione di una città con scarsa offerta di servizi in generale;

– una presenza ritenuta eccessiva di popolazione “straniera”;

– presenza di aree di insicurezza;

– non sufficiente “pulizia” percepita soprattutto dai più anziani.

Le poche  botteghe artigiane rimaste  non rappresentano un motivo di attrazione.

I residenti nei comuni vicini  non sono attratti dal CS in quanto soddisfatti dalle prestazioni del loro comune di appartenenza.

Gli aspetti più critici sono relativi ad un immagine generale “non piacevole”, soprattutto per i giovani, e a un connotato di “abbandono” e trasandatezza che unito a una scarsa attività culturale e all’impressione che ci siano stati pochi cambiamenti negli ultimi decenni connotano Perugia  come città “fredda” e “poco dinamica”.

Quale % dei perugini  frequenta raramente o mai il CS.

I valori di frequentazione scendono sensibilmente per i residenti nei comini limitrofi  ?

Per la stragrande maggioranza, dei residenti nei comuni esterni, è impossibile identificare un palazzo particolarmente rappresentativo della città.

La ristorazione del C.S. non risulta svolgere un grande ruolo di attrazione per i comuni limitrofi.

La piazza  IV Novembre e  Piazza Matteotti  sta peggiorando. Molto alto, soprattutto tra i residenti, il numero di coloro che condividono questo tratto negativo.

L’attività teatrale per la più parte dei non residenti non risulta conosciuta o nota.

Il CS dovrebbe essere più vivo. La richiesta di portare maggior vitalità nel Centro Storico è evidente e sembra riguardare la quasi totalità degli intervistati.

Il CS è poco illuminato.

Nel Centro Storico ci sono pochi locali aperti di sera.

Scarsa è la promozione degli eventi che si svolgono al suo interno.

 

  1. b) OPPORTUNITÀ MINACCE

Una maggiore frequentazione del Centro Storico potrebbe essere indotta da:

– una migliore illuminazione;

– più locali aperti di sera;

– una maggiore promozione degli eventi.

La riduzione della tranquillità e della vivibilità possono incidere sull’attrazione del CS nei confronti dei residenti di Perugia , ma anche dei comuni esterni.

 

 

 

 

 

 

11 Ipotesi di strategia per la riqualificazione e la realizzazione del progetto “Smart city” del centro storico di Perugia:  S.T.U. (societa’ di trasformazione urbana) e project financing.

  1. Con l’art.17, comma 59, della legge 15 maggio 1997, n.127, il cui dettato è integralmente riprodotto dall’art. 120 del T.U. delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (decreto legislativo 267/2000), vengono disciplinate le Società di Trasformazione Urbana.

Queste sono società per azioni miste, costituite tra Comuni/Città metropolitane e privati, cui possono partecipare regioni e province e sono finalizzate a realizzare interventi di trasformazione urbana in attuazione degli strumenti urbanistici vigenti, attraverso un’attività di: a) acquisizione preventiva delle aree da trasformare, b) progettazione, c) realizzazione degli interventi, d) commercializzazione delle aree riqualificate, e) gestione anche degli eventuali servizi pubblici[1].

La norma in argomento, che viene a colmare una grave lacuna nella situazione italiana nella quale manca una tradizione consolidata di interventi di riqualificazione urbana, di riuso dell’esistente e di interventi di trasformazione integrata, si inserisce nel più ampio contesto normativo oramai consolidato quale è quello della esternalizzazione di attività, servizi e funzioni pubbliche[2].

Si tratta, in sintesi, di attribuire a soggetti privati competenze, fino a quel momento di pubbliche amministrazioni, che vengono esercitate con moduli di diritto privato in luogo dei tradizionali procedimenti amministrativi, anche se taluno ritiene che nel caso delle Stu sarebbe avvenuto l’esatto contrario e, cioè, si sarebbe attribuito al pubblico un ruolo da sempre riservato al privato[3]. Questa tesi tuttavia non appare condivisibile: infatti, come successivamente sarà precisato, l’attività di trasformazione urbana che le Stu realizzano è chiaramente attività di pubblico servizio che, in quanto tale, rientra tra le competenze della P.A. e che prescinde dai moduli con cui quest’ultima gestisce il servizio stesso.

  1. Le Stu sono organismi attraverso cui Città Metropolitane e Comuni intervengono nell’economia locale allorquando il mercato, in determinate situazioni che impongono interventi rilevanti su aree di particolare complessità,  risulta inidoneo a regolare spontaneamente gli interessi in gioco: si pensi ad esempio alla eccessiva frammentazione della proprietà o al monopolio delle aree stesse da parte di soggetti determinati, come nel caso delle aree ferroviarie, dei beni demaniali, del patrimonio IERP, ecc. Esse costituiscono dunque uno strumento flessibile e dalle vaste potenzialità a disposizione degli EE.LL. per esercitare non solo attività di impresa (progettazione, trasformazione e commercializzazione) ma anche pubbliche potestà, in quanto concorrono ad integrare le previsioni dello strumento urbanistico generale, fermi restando i limiti e le condizioni di qualunque strumento attuativo.

L’art.120 del decreto legislativo 267/2000 contiene, seppure in termini sintetici, alcune indicazioni sull’iter procedimentale dell’intervento: l’Amministrazione, in base a quanto previsto negli strumenti urbanistici vigenti, individua l’area da trasformare, stabilisce di farlo attraverso la costituzione di una Stu, attribuisce a questa la missione e fissa i criteri da seguire nella trasformazione che viene progettata ed attuata dalla società.

Il comma 1 dell’art.120 richiamato prevede che le società progettano e realizzano gli interventi di trasformazione urbana “in attuazione degli strumenti urbanistici vigenti”. Questo vuol dire che la società si pone come uno strumento che attua le previsioni generali del piano regolatore, con la rilevante conseguenza che l’intervento che intende realizzare non deve essere necessariamente e puntualmente  “conforme” alle previsioni dello strumento urbanistico generale ma che, nei limiti ed alle condizioni di qualunque strumento attuativo, può anche integrarne le previsioni. In questo senso si è espresso il Ministero dei LL.PP; infatti, la già citata circolare evidenzia “l’uso del termine ‘in attuazione’ invece di ‘in conformità’ allo strumento urbanistico, dizione che normalmente si rinviene nelle leggi di settore e che trova motivazione nella volontà del legislatore di sottolineare pregiudizialmente che con gli interventi della società si devono conseguire gli obiettivi generali fissati dal piano”.

“Viene infatti precisato” prosegue la circolare “che in sede di piani attuativi possono essere contestualmente approvate varianti allo strumento urbanistico generale che riguardino una diversa allocazione di previsioni di dettaglio del piano regolatore, aventi cioè carattere prevalentemente edilizio, ovvero riguardanti la dotazione di opere pubbliche, ovvero di interesse generale.

In altri termini, si riconosce la possibilità di un adeguamento in fase attuativa delle scelte puntuali operate – alcune volte in modo inutilmente rigido – a livello di strumento urbanistico generale.

In presenza, perciò, di piani di natura strutturale, ovvero di normative che consentano adeguamenti edilizi in fase esecutiva, è possibile ricondurre il termine ‘in attuazione degli strumenti urbanistici vigenti’ entro i confini interpretativi dei principi che sovrintendono alle finalità che perseguono una maggiore continuità tra le scelte di pianificazione territoriale e la componente attuativa conseguente all’attivazione delle trasformazioni urbanistiche, anche con riferimento agli aspetti gestionali”.

Si vuole con ciò significare che si individua nel piano regolatore generale lo strumento per la definizione delle scelte di fondo imprescindibili e non “negoziabili” e, contestualmente, se ne demanda a strumenti urbanistici di secondo livello la concreta attuazione mediante la definizione di una serie di parametri urbanistici concernenti l’utilizzo del territorio e le specifiche condizioni edificatorie[9]: la Stu provvede quindi ad eseguire lo strumento urbanistico attuativo.

In tal senso si è espresso il giudice amministrativo[10] ritenendo che:

1)    la deliberazione che concerne la costituzione di una società di trasformazione urbana di cui all’art.17, comma 59, della legge 15 maggio 1997, n.127 non costituisce uno strumento urbanistico e non ha né natura, né funzione di piano esecutivo;

2)    questa società richiede la previa esistenza di uno strumento urbanistico generale e di uno attuativo, entrambi approvati. Il suddetto piano attuativo è necessario in quanto il piano regolatore contiene, per lo più, previsioni di larga massima ed una zonizzazione la cui definizione è normalmente rinviata ai piani particolareggiati (o, in alternativa, ai piani di lottizzazione);

3)    la deliberazione di individuazione delle aree e di specificazione degli interventi può essere adottata prima oppure nelle more della costituzione della suddetta società;

4)    è essenziale che la delibera di costituzione consideri in modo unitario l’intervento da realizzarsi ed esterni le finalità perseguite.

In base al richiamato pronunciamento del giudice amministrativo possiamo pertanto sviluppare le seguenti considerazioni:

  1. a)     la costituzione di una Stu appare ipotizzabile solo se l’attività che pone in essere realizza le prescrizioni di un piano regolatore vigente. Naturalmente nell’ipotesi in cui l’intervento di trasformazione urbana si ponga in contrasto con le previsioni di piano occorrerà procedere alla modifica di quest’ultimo, con l’approvazione di specifiche varianti;
  2. b)    la costituzione di una Stu è ammissibile in assenza di piani attuativi del piano regolatore generale qualora si tratti di interventi da realizzarsi su aree per le quali questo preveda un elevato grado di analiticità delle prescrizioni; quindi, appare illegittima la costituzione di una Stu sulla base di generiche previsioni di un piano di indirizzo generale;
  3. c)     la deliberazione di costituzione della Stu deve rappresentare in modo unitario l’intervento di trasformazione urbana da realizzarsi, con riferimento alle finalità che si intendono soddisfare.
  4. Il comma 2 dell’art.120 stabilisce poi che la Stu deve provvedere alla “preventiva acquisizione delle aree interessate all’intervento” e che tale acquisizione può avvenire consensualmente o tramite ricorso a procedure espropriative.

Nell’ipotesi in cui le aree siano di proprietà comunale l’art.17, comma 59 della legge dispone che esse possano essere attribuite alla società a titolo di concessione; ne consegue che – in virtù dei criteri e dei limiti fissati nella concessione ovvero nella convenzione – tra società e soggetti terzi potranno eventualmente essere previsti rapporti di subconcessione. Ciò soprattutto quando si tratta di immobili aventi natura demaniale o patrimoniale indisponibile; diversamente, nel caso di beni del patrimonio, questi potranno essere ceduti alla Stu.

Nell’ipotesi di proprietà privata di immobili, come accennato, è prevista una duplice possibilità, la cui scelta è rimessa alla Stu: procedimento espropriativo oppure procedura consensuale.

Nel primo caso non sembra vi siano problemi: c’è un soggetto espropriante (il Comune), uno espropriato (il proprietario), uno beneficiario della procedura di espropriazione (la Stu).

Qualche problema interpretativo sembra invece possa nascere nell’ipotesi di acquisizione consensuale. Secondo un certo indirizzo il procedimento delineato dal legislatore parrebbe assolutamente lineare: la società contratta con i proprietari l’acquisizione delle aree a fronte di un prezzo determinato, risultante dalla libera contrattazione delle parti.

Secondo l’indirizzo prevalente e, a mio giudizio, anche maggiormente convincente, la procedura consensuale va ricondotta invece al caso della cessione volontaria prevista dall’art. 12, comma 1 della legge 22 ottobre 1971, n.865. Questa infatti costituisce una fase endoprocedimentale che si inserisce nel procedimento ablativo principale, determinando l’immediato trasferimento della proprietà a favore dell’ente pubblico: in questo caso il prezzo da corrispondere al proprietario è sottratto alla libera contrattazione delle parti, essendo invece ancorato ai criteri di cui all’art. 5-bis del D.L. 333/92 (convertito nella legge 359/92)[11].

  1. Per quanto riguarda poi il tipo societario da adottare non pare si pongano problemi, stante il dettato letterale della norma che fa riferimento unicamente a quello della società per azioni[12]. Ne deriva che se il legislatore avesse voluto rendere disponibile la forma della S.r.l. anche per le Stu lo avrebbe detto in maniera chiara ed inequivoca, al pari di quanto ha fatto con riferimento alle società di gestione dei servizi pubblici locali. Una siffatta scelta non appare casuale[13]. Al legislatore Infatti era chiara la complessità dei fini che la Stu è chiamata a perseguire; fini raggiungibili soltanto attraverso un’attività necessariamente onerosa, correlata ad un’adeguata capitalizzazione, che solo la società per azioni può garantire.

Da tali considerazioni discende che non è ipotizzabile la detenzione dell’intero capitale sociale da parte del Comune: ciò sia perché la regola generale ne fa divieto (D.Lgs. n.88 del 1993), in ossequio al principio civilistico che vuole il socio unico illimitatamente responsabile, mentre la s.p.a. è per definizione società a responsabilità limitata; sia perché la norma speciale che prevede l’unicità del socio pubblico (L.127/97, art.17, comma 51) si riferisce unicamente all’ipotesi di trasformazione dell’azienda speciale in società per azioni e, comunque, per un tempo limitato.

I soci che possono partecipare alla società possono essere di tre tipi:

  1. a)     i proprietari delle aree o degli edifici che possono diventare azionisti mediante conferimento delle aree cedute;
  2. b)    la regione o la provincia, come previsto dalla norma, o altri soggetti pubblici che possono conferire i beni in proprietà o mediante concessione del diritto di superficie;
  3. c)     altri soci privati scelti attraverso un procedimento di gara pubblica la cui preferenza deriva da vari fattori: apporto al capitale, capacità organizzatoria e imprenditoriale.

Per quanto riguarda il problema specifico della partecipazione dei proprietari alla società, la circolare ministeriale ne riconosce l’ammissibilità, precisando: “le modalità di conclusione dei contratti pubblici sono nella sostanza tre: l’asta pubblica (procedura aperta), la licitazione privata (procedura ristretta) e la trattativa privata (procedura eccezionale).

Pur non stabilendo l’art.120 le modalità attraverso le quali devono essere selezionati i soci privati, è stata già evidenziata l’applicabilità analogica delle disposizioni in tema di società miste per l’erogazione di servizi pubblici e, in particolare, del Dpr 16 settembre 1996, n.533. E questo deve, dunque, essere considerato il sistema generale di scelta dei soci privati … Occorre, tuttavia, avvertire che il ricorso alla trattativa privata, in luogo della procedura degli incanti e della licitazione, è un mezzo eccezionale; pertanto, il provvedimento con il quale si decide di ricorrere alla procedura della trattativa privata deve tener conto delle speciali ed eccezionali circostanze che hanno consigliato tale procedura, attraverso una esposizione delle ragioni che hanno indotto l’Amministrazione ad avvalersi di tale strumento, quali ad esempio le richiamate motivazioni economico-finanziarie”.

In ogni caso a prescindere dalla specifica questione concernente la possibilità di scelta dei proprietari delle aree a trattativa privata, la regola generale fissata dal comma 1 dell’art.120 è che gli azionisti privati della Stu vengano scelti tramite procedura di evidenza pubblica.

Quanto alla previsione della partecipazione diretta di regioni e province, questa  deve intendersi come il riconoscimento esplicito del ruolo diverso e più rilevante che viene loro attribuito rispetto ad altri possibili soci pubblici, in virtù dei poteri che sono chiamate ad esercitare con riferimento al governo del territorio latamente inteso. Nessuna preclusione, poi, anche alla partecipazione di altri soggetti pubblici, relativamente ai quali dovranno invece essere rese note le motivazioni che ne giustificano il coinvolgimento[14].

Gli altri partners privati della società per azioni dovranno essere individuati tramite procedura di evidenza pubblica. La scelta, in questo caso, sarà correlata agli obiettivi che, secondo l’ente locale, la società sarà chiamata a svolgere direttamente: è così possibile il coinvolgimento di soci costruttori se si immagina la  Stu come “impresa edile” in senso stretto, ovvero di soci esperti nel projet financing, se si privilegia l’aspetto “finanziario”,  di soci libero professionisti se ci si limita alla sola attività di “engineering”.

Per quanto concerne gli aspetti operativi, nello svolgimento dell’attività di progettazione e costruzione la Stu può operare attraverso due modalità: o avvalersi di una propria organizzazione interna, che provvede direttamente alla progettazione ed alla costruzione, ovvero rivolgersi al mercato attraverso l’affidamento all’esterno di queste attività. In questa seconda ipotesi, si pone il problema di eventuali vincoli cui la Stu potrebbe essere sottoposta in quanto soggetta all’adozione di procedure ad evidenza pubblica per la scelta dei progettisti e degli esecutori delle opere.

Secondo un primo orientamento che individua la mission della Stu nella realizzazione di manufatti privati e nella loro commercializzazione, considerando collaterale e strumentale la realizzazione di opere pubbliche, non sussisterebbe per tali società l’obbligo di applicare procedure di evidenza pubblica, vista la natura privatistica dell’attività da esse esercitata[15].

L’opinione prevalente in dottrina ed in giurisprudenza ritiene invece che, nei rapporti tra Stu e soggetti terzi, debbano applicarsi le ordinarie procedure concorsuali (nel rispetto delle regole concorrenziali) anche in considerazione del fatto che la Stu partecipa alla funzione pubblica, concorrendo alla determinazione delle scelte circa l’assetto del territorio.

Tali considerazioni trovano riscontro anche nella sentenza del TAR Lazio 20 maggio 1998, n. 962 in cui il giudice amministrativo, chiamato a pronunciarsi sull’affidamento diretto all’Agenzia  romana per la preparazione del giubileo di interventi relativi alle opere pubbliche connesse alla celebrazione di detto evento, pur affermandone nel caso specifico la legittimità, ha sostenuto che tale strumento non sarebbe stato legittimo qualora avesse riguardato una società a partecipazione pubblica che offre genericamente servizi sul mercato e non è in rapporto di strumentalità con l’ente locale. Resta quindi inteso che se la Stu non realizzasse direttamente tutti gli interventi per il raggiungimento dei quali è stata costituita, questa stessa dovrebbe individuare i soci più adatti al termine di un confronto concorrenziale, nel rispetto della normativa di settore.

  1. Per quanto riguarda le finalità della Stu la norma, in primo luogo, afferma che questa è creata per “progettare e realizzare interventi di trasformazione urbana” e poi specifica che la medesima provvede “alla preventiva acquisizione delle aree interessate dall’intervento, alla trasformazione e alla commercializzazione delle stesse”.

La commercializzazione concreta la fase più strettamente privatistica, mirando a realizzare il ritorno economico degli investimenti: tale attività necessaria della Stu, che non esclude la possibilità per quest’ultima di gestire i beni prodotti e di non alienarli, non tollera vincoli e porta a ritenere che i beni da essa prodotti – vale a dire, fondamentalmente, le edificazioni private aventi destinazione residenziale, direzionale o commerciale – sono destinati ad essere collocati sul libero mercato, senza limitazioni nella individuazione dei contraenti, nella fissazione del prezzo di vendita o di locazione o nelle altre forme contrattuali che ne assicurino la commercializzazione, a meno che tali limitazioni non derivino dallo statuto o dalla convenzione.

Quest’ultima, com’è noto, in base alle prescrizioni di cui al comma 4 dell’art.120 del T.U., disciplina i rapporti tra l’ente locale azionista e la società.

I suoi possibili contenuti, secondo la circolare ministeriale, sono molteplici e rilevanti: riguardano le prescrizioni e le modalità cui la società deve attenersi nell’attuazione dell’intervento di trasformazione urbanistica; la previsione delle cause di scioglimento del vincolo sociale; le clausole che disciplinano più puntualmente i rapporti tra i soci (la quota di finanziamenti di ciascuna parte in aggiunta all’apporto di capitale, le modalità di anticipazione di tali finanziamenti, le modalità di remunerazione della società, ecc.).

Ultimata la commercializzazione degli edifici, le società hanno raggiunto il loro scopo e perdono perciò la propria ragione d’essere, a meno che le stesse esigenze di commercializzazione impongano un’attività da svilupparsi nel tempo: ciò potrebbe verificarsi nel caso in cui la trasformazione abbia dato luogo a struttura di servizio pubblico locale e l’ente locale ritenga che la gestione del servizio stesso debba essere affidata alla Stu, nella considerazione che proprio la gestione costituisca la migliore commercializzazione del prodotto della trasformazione[16].

12 CONCLUSIONI

Il presente documento  rappresenta un tentativo per contribuire alla soluzione dell’atavica crisi del centro storico di Perugia, utilizzando gli strumenti progettuali e finanziari che il Decreto “Smart city” del MIUR prevede.

Esso parte dalla convinzione che laddove non c’è PRESIDIO DEL TERRITORIO  da parte delle forze socio-economiche sane della società civile, prosperano quelle malavitose. Se tale assioma si cala in uno scenario di congiuntura economica in recessione e stagnazione come l’attuale, allora il fenomeno della droga e della sicurezza dei cittadini  nel Centro Storico di Perugia si evidenzia in dimensioni ancora più eclatanti.

Il presente documento dunque può rappresentare una base propositiva e innovativa per far convergere nel Centro Storico di Perugia risorse che, se ben incanalate in  un articolato progetto di strategia della crescita, magari secondo lo schema della smart city , possono rappresentare occupazione, reddito e consolidamento di benessere socio economico diffuso.

Il decreto, nell’ambito di interventi che “… devono essere in grado di sviluppare soluzioni tecnologiche, servizi, modelli e metodologie che si collocano sulla frontiera della ricerca applicata di origine industriale ed accademica. Il perimetro applicativo è quello delle Smart Communities ovvero dello sviluppo di modelli innovativi  finalizzati a dare soluzione a problemi di scala urbana, metropolitana e più in generale territoriale tramite un insieme di tecnologie, applicazioni, modelli di integrazione e inclusione.”,  prevede:

  • “..il coinvolgimento di una o più delle Pubbliche Amministrazioni operanti nei territori ove si svolgeranno le previste attività progettuali..” Nel caso in esame il Comune di Perugia.
  • La formazione di un raggruppamento di imprese proponenti : “ Ogni singola Idea Progettuale può essere presentata da un numero massimo di n. 8 (otto) proponenti, e il relativo costo complessivo non può essere inferiore a 12 milioni di euro né superiore a 22 milioni di euro”. Nel caso specifico prevediamo soggetti che rappresentino i costruttori edili, gli artigiani, le imprese commerciali e di servizi, un soggetto rappresentativo dei proprietari di beni immobili, microimprese dei settori più rappresentativi dell’economia perugina, agenzia turistica, …
  • Una quota non inferiore al 20% del costo totale della proposta deve essere sostenuta direttamente da Università e Istituti Universitari statali e/o da Enti e Istituzioni Pubbliche Nazionali di Ricerca vigilati dall’Amministrazione Pubblica Centrale che supportano il progetto sul piano scientifico. Per il restante 80% del progetto viene finanziato fino allo 80 %dal Miur nella misura di ca. un 15% a fondo perduto e il rimanente con mutuo a tasso agevolato , pari allo 85% del tasso di riferimento dell’anno di stipula della convenzione . PER LA PARTE FINANZIARIA DEL DECRETO SI RIMANDA ALL’ALLEGATO N. 1. e alla tabella A,B.
  • La durata del finanziamento è stabilita in un periodo non superiore a dieci anni, comprensivo di un periodo di preammortamento e utilizzo fino a un massimo di 5 anni.
  • Infine, a margine e/o nel contesto dell’evoluzione del progetto “smart city” possono nascere ipotesi di  “Progetti di Innovazione Sociale”. Debbono avere un costo massimo di 1 milione di euro e debbono essere proposti da giovani residenti nel territorio nazionale di età non  superiore ai 30 anni di età. Si tratta di progetti di impresa “…orientati alla messa punto di idee tecnologicamente innovative per la soluzione nel breve-medio periodo di specifiche problematiche presenti nel tessuto urbano di riferimento”.La copertura finanziaria è dello 80% in contributo a fondo perduto.

Scadenza del bando: “  Le Idee Progettuali di cui al precedente articolo 1, comma 5 debbono essere presentate entro e non oltre le ore 17.00 del 9 novembre 2012 e i progetti di cui al precedente articolo 7, entro e non oltre le ore 17.00 del 7 dicembre 2012, sempre comunque tramite il servizio telematico SIRIO (http://roma.cilea.it/Sirio).

Perugia, 20/08/2012

Dr. Rino Fruttini
Amministratore Unico
PROMOVER S.R.L.

Certificata ISO 9001
Via Abruzzo, 33
06122 Perugia

Tel 0755721993
Cell. 3470431920
e-mail: r.fruttini@promover.it
Sito internet: www.promover.it

 

SCHEMA DI IMPOSTAZIONE IN RIFERIMENTO ALL’ART. 6 DEL DECRETO DIRETTORIALE 5 LUGLIO 2012 N. 391/RIC.

 

Parametri di valutazione        
1) QUALITA’ DELLA PROPOSTA        
grado di innovazione dei contenuti e delle metodologie, tenuto conto dell’articolazione delle attività proposte e del loro livello di integrazione;        
novità, originalità e utilità delle attività e delle conoscenze acquisibili, con riferimento allo stato dell’arte internazionale;        
congruità economica delle attività progettuali proposte;        
2) Qualità dei soggetti proponenti (max 25 punti) in termini di:

 

       
competenze coinvolte, anche attraverso lo sviluppo di forme di partenariato con soggetti pubblici e privati comunitari e internazionali nel quadro di collaborazioni in atto o in fase di avvio a livello europeo e internazionale;        
meccanismi di governance e di coinvolgimento degli stakeholders locali;        
3) Rilevanza e significatività delle Pubbliche Amministrazioni di cui alla lettera h) del comma 5 del precedente articolo 3 del presente Avviso, nonché grado di coerenza della proposta con la programmazione regione e di rispondenza ai fabbisogni di competitività e di crescita dei territori di riferimento, con specifico riguardo alla evidenziazione delle esigenze delle pubbliche amministrazioni coinvolte nella fase di sperimentazione e di sviluppo di potenziale “domanda pubblica”, con contestuale capacità di ricaduta su altri ambiti e altri territori regionali, così da precostituire i presupposti per successivi interventi di “PreCommercial Procurement” (max 25 punti);

 

       
4) Grado di collegamento organico e coerente con altre azioni in corso di finanziamento o di valutazione proposte nell’ambito di programmi regionali, nazionali e comunitari  con particolare riferimento alle azioni in tema di Cluster Tecnologici Nazionali e Smart Cities già avviate dal MIUR (max 25 punti).

 

 

       
         
         

 

 

  1.  qualità della proposta (max 25 punti) in termini di:
    –    grado di innovazione dei contenuti e delle metodologie, tenuto conto dell’articolazione delle attività proposte e del loro livello di integrazione;
    –    novità, originalità e utilità delle attività e delle conoscenze acquisibili, con riferimento allo stato dell’arte internazionale;
    –    congruità economica delle attività progettuali proposte;b.    qualità dei soggetti proponenti (max 25 punti) in termini di:
    –    competenze coinvolte, anche attraverso lo sviluppo di forme di partenariato con soggetti pubblici e privati comunitari e internazionali nel quadro di collaborazioni in atto o in fase di avvio a livello europeo e internazionale;
    –    meccanismi di governance e di coinvolgimento degli stakeholders locali;c.    rilevanza e significatività delle Pubbliche Amministrazioni di cui alla lettera h) del comma 5 del precedente articolo 3 del presente Avviso, nonché grado di coerenza della proposta con la programmazione regione e di rispondenza ai fabbisogni di competitività e di crescita dei territori di riferimento, con specifico riguardo alla evidenziazione delle esigenze delle pubbliche amministrazioni coinvolte nella fase di sperimentazione e di sviluppo di potenziale “domanda pubblica”, con contestuale capacità di ricaduta su altri ambiti e altri territori regionali, così da precostituire i presupposti per successivi interventi di “PreCommercial Procurement” (max 25 punti);

    d.    grado di collegamento organico e coerente con altre azioni in corso di finanziamento o di valutazione proposte nell’ambito di programmi regionali, nazionali e comunitari  con particolare riferimento alle azioni in tema di Cluster Tecnologici Nazionali e Smart Cities già avviate dal MIUR (max 25 punti).

 

  

                                                  SINTESI PROGETTO “CENTRO STORICO  CASA E BOTTEGA”

 

1) Premessa:

 

1.1 Il presente documento non ha la pretesa di individuare nuove idee progettuali , nei loro dettagli di tecnologia innovata, ma semmai di sottoporre alla attenzione degli interessati  alcune ipotesi di lavoro: l’idea progettuale, nei suoi dettagli,  deve venire dall’impresa impegnata alla sua realizzazione . Si vuole anche evidenziare come qualsiasi iniziativa di ricerca industriale e sviluppo sperimentale , pur necessariamente supportata da strumenti di ICT (Information ,Comunication, Technology) della moderna cibernetica, non si può esaurire in essi, confondendo mezzi strumentali e obiettivi di un qualsiasi progetto di innovazione tecnologica. Siamo invece alla ricerca di idee progettuali che rappresentino, di per sé, già nella loro genesi naturale, lo sforzo imprenditoriale di chi ricerca “nuovi prodotti, nuovi usi, nuovi mercati “.

Il presente documento   viene elaborato sulla base di un “avant progetto”, elaborato in data 20/08/2012 , volta alla verifica di presentare domanda  per l’ammissione ai benefici del D.D. del MIUR “Smart cities & communities”.

 

1.2 Sintesi descrittiva dell’idea progetto e dei collegamenti con i progetti di innovazione sociale previsti dal Decreto Direttoriale 5 luglio 2012 n. 391/Ric.

Realizzare una serie di prototipi di fulcro di attività artigianale di qualità, espressione di assetto strutturale e linee di produzione  per prodotti a buon contenuto di innovazione tecnologica,  nei settori del sistema moda (maglieria in particolare) , dell’arredamento, dell’agroalimentare (dolciario in particolare), o di altro settore da identificare, in cui si verifica la sintesi della qualità della vita, fra il vivere in casa-famiglia (tempo libero e degli affetti ) e il vivere la propria professione creativa nella bottega ad essa contigua. Il contesto dell’aggregazione di vita associativa e di opportunità mercatistica, con tutte le connessioni concettuali verso gli ambiti dell’art. 1 del D.D. in oggetto,  è il centro storico di Perugia, in cui far rivivere l’antica tradizione di “arti e mestieri” , avendo riapprezzato gli spazi  naturalmente “vocati” a dette attività e riprogettato, secondo i criteri della “Domotica” e della Architettura sostenibile e materiali,  strutture , strumenti e funzioni organizzative, diretti ad attività  produttive, secondo presupposti di successo che partono dall’area della produzione (offerta del prodotto/servizio) riprogettata secondo tecnologie di avanzata impostazione strutturale delle attrezzature, con tecniche di concetto e formulazione  di prodotto  e con  articolate  attività di vendita e promozione “ marketing oriented” (destinate alla domanda) .

Tale proposta di idea progetto poggia anche su uno scenario cittadino futuribile, di “smart ciy” , in cui non vi sia  contrapposizione tra visione “fat” (infrastrutture, banda, tecnologia) di città intelligente  e “lean” della smart city (sostenibità ambientale, semplificazione, vivibiltà). Infatti il presupposto perché gli elementi funzionali essenziali per la nascita e lo sviluppo di una “smart city” e precostituirne il successo (lean, senseable, sustainable, green, regenerative, smartgrid oriented, CO2 footprint reducing)  siano  una vera potenzialità da mettere in campo è costituito da una equilibrata e consistente aggregazione di soggetti vocati, interessati, diremmo, quasi antropologicamente, a vivere intensamente il CENTRO STORICO DI PERUGIA.

1.3 I destinatari di tale documento sono imprenditori umbri interessati a rinvenire, nell’ambito dei benefici che il suddetto D.D. del MIUR  prevede, uno strumento  di intervento strutturale a medio termine, facente perno sull’idea progettuale  : “Casa e Bottega”, da allocarsi nell’ambito principale  dell’art. 1 del succitato D.D. per il comma 5:  ARCHITETTURA SOSTENIBILE E MATERIALI  (La bioedilizia utilizza materiali ecologici e non inquinanti, cercando di ridurre e limitare il  più possibile il consumo di energie non rinnovabili : coibentazione, igroscopicità, isolamento e accumulo del calore) ; [13]mentre come ambiti secondari si indicano in ordine di importanza : DOMOTICA ( l’abitazione ed il luogo di lavoro antropizzati e organizzati secondo i criteri funzionali alla smart city)  , LOGISTICA LAST MILE ( organizzazione  infrastrutturale intermodale,  materiale e immateriale,    degli spostamenti  di persone e merci ) , CLOUD COMPUNTING ( “I principali attributi di un’infrastruttura cloud comprendono il provisioning automatizzato e on-demand delle risorse, che garantisce il raggiungimento dei livelli di servizio, e il modello pay-as-you-go, che consente di legare le risorse ai servizi e ai costi associati in base all’utilizzo progressivo”).

Si auspica che possa aprire varchi di nuove opportunità verso ristrutturazione , ammodernamento ampliamento e riconversione edilizia nel Centro Storico [14]di Perugia. Sulla base di tale intervento e delle  analisi di marketing  e delle suggestioni di percorsi strategici che in essa si prefigurano, si potranno sviluppare due modelli di “sviluppo sostenibile” : statico-strutturale  e dinamico-funzionale.  

1.3.1 Analisi critica del MODELLO STATICO-STRUTTURALE, per un progetto di innovazione della configurazione dell’esistente.                                DI  PRECIPUO INTERESSE DELLE IMPRESE EDILI  A TECNOLOGIA AVANZATA.

  • Strutture: censimento  analitico (mappatura) di tutti i “contenitori”immobiliari, secondo criteri di  proprietà, possesso, destinazione d’uso, pregi architettonici-storico-culturali; loro potenzialità verso nuove forme di fruizione.
  • Infrastrutture materiali e immateriali : censimento analitico del loro valore e uso  logistico e valutazione della loro potenzialità e flessibilità verso progetti di avanzamento di marketing territoriale.
  • Assetto paesaggistico-monumentale: apprezzamento, in chiave  ecocompatibile, dello scenario ambientale in cui interagiscono le componenti e dove  numerose sono  le valenze e gli spazzi architettonici che vivificano il tessuto intricato, suggestivo e complesso del C.S.; ognuno di essi gioca da secoli il suo antico ruolo da protagonista sulla scena urbana, confuso in una folla chiassosa di attori e comparse non meno determinanti nella rappresentazione della quotidianità, cristallizzata nelle forme del costruito.

1.3.2 Analisi critica del MODELLO DINAMICO-ORGANIZZATIVO/FUNZIONALE, per una strategia di ammodernamento, diversificazione e riconversione a implementazione nel rapporto domanda/offerta  in prodotti,merci e servizi  della nuova configurazione dell’esistente statico. DI  PRECIPUO INTERESSE DELLE IMPRESE MANIFATTURIERE E DEL TERZIARIO AVANZATO. 

  • Soggetti  beneficiari : check-list ragionata di tutti i soggetti (stakeholder) gravitazionali verso il C.S. . Soggetti gravitazionali: titolari di interessi , comportamenti e dinamiche di interazione fra le categorie sociali che sono attratti da esigenze di fruizione dei beni e/o servizi del C.S. .

 

  • Organizzazione gestionale : rappresentazione del modello (o dei modelli) di gestione delle risorse macro e micro socio-economiche e culturali  baricentriche (dell’offerta di beni e servizi)  e gravitazionali (della domanda di beni e servizi) .
  • Logistica di persone e merci : rappresentazione gerarchico-analitica e funzionale  (piattaforme e flussi) dell’annona attuale e dei soggetti gravitazionali .

 

 

1.4 Lo scopo del presente documento  è di convincere l’ANCE di Perugia ed altre imprese del manifatturiero che un progetto di riqualificazione del C.S. di Perugia, orientato al miglioramento della qualità di vita (sicurezza, servizi, risorse per l’occupazione, valorizzazione dei beni monumentali – paesistici)  dei “soggetti gravitazionali”attuali e potenziali (residenti,operatori economici, turisti,studenti, operatori della burocrazia), rappresenta una premessa per sviluppare attività di edilizia ecosostenibile e certificata con classificazione ad elevato rendimento energetico, ottenuto mediante l’utilizzo di materiali estremamente innovativi,  tale da recuperare ad una destinazione d’uso attrattiva per la domanda potenziale di nuovi insediamenti  gran parte del patrimonio abitativo e a destinazione artigiano-commerciale, delimitato dalle 5 porte medievali : Porta Sole, Susanna,  Eburnea, Sant’Angelo,San Pietro.

 

 

2) L’idea forza del progetto “Casa e bottega”

 

2.1. Dimensioni concettuali e strategiche dell’idea forza : rendere attrattive le strutture di proprietà privata e/o pubblica verso nuovi insediamenti ,prototipi propulsivi di altre e più numerose “location”. Si fa riferimento a quelli di nuove attività artigiane di qualità  (tessile-  abbigliamento,arredamento ,restauro mobili ,agroalimentare).Il concetto di “casa e bottega” parte dal presupposto che fino a 50 anni or sono molte attività artigianali del C.S. perugino facevano perno su un’organizzazione familiare, per cui l’insediamento casa e bottega erano contigui: bottega a livello strada , come espressione di attività di trasformazione e commercializzazione, senza soluzione di continuità.

 

Ebbene, tale “stile di vita” si può replicare sulla scia di un rinnovamento, da contestualizzare, in chiave moderna,  nell’ambito dei due modelli (statico-strutturale e dinamico organizzativo/funzionale). In altre parole, una volta verificato che i soggetti della offerta ( imprenditori-artigiani : giovani di nuova imprenditoriali e/o di esperienza consolidata) rappresentano una “massa critica”, interessante per soddisfare il fabbisogno di nuovi insediamenti nel C.S. e altresì avendo dimostrato che esiste anche una massa critica della domanda (residenti, turisti, acquirenti/consumatori  occasionali) con propensione all’acquisto/consumo  e adeguata capacità di reddito per soddisfare l’offerta prodotta, avremmo in tal modo dato un’assicurazione/contributo di conoscenza/indirizzo strategico :

 

    • ai soggetti interessati alla realizzazione del modello statico/strutturale (gli imprenditori dell’edilizia innovativa per il patrimonio privato/pubblico del C.S. perugino) che ne rappresentano il presupposto realizzativo :  che conviene investire per “ritorni di profitto” a medio – lungo termine  nell’ idea  progettuale “ Casa e Bottega “ (ma anche con piano di ammortamento del muto ricevuto che , con 5 anni di preammortamento, dà modo di organizzare il business per l’accumulo di reddito, atto alla restituzione delle rate di ammortamento con onere soprattutto  in conto capitale, dato che la quota interessi allo 0,50% è poco influente nel c/ economico)  poiché , fatto 100 l’investimento, il suo finanziamento è coperto al 15% da contributo a fondo perduto, al 65% a mutuo decennale , con 5 anni di preammortamento, a tasso dello 0,50% ca.., e perché il business che da esso deriva riguarda una cubatura edilizia di rilevante interesse, da ristrutturare con appalti remunerativi da parte dei soggetti dell’offerta, i quali avranno incentivi alla innovazione di impresa , sia tramite il finanziamento dei progetti di innovazione sociale, come previsto sia nel Decreto Direttoriale del MIUR, sia dalla legge sull’imprenditoria femminile , sia da quella giovanile a livello ministeriale, sia da incentivi regionali .

 

    • ai soggetti interessati alla realizzazione del modello dinamico-organizzativo/ funzionale  (imprese del manifatturiero), ovvero i tutor/assistenti , quasi ”mentori organizzativo-settoriali”  dei nuovi insediamenti dei soggetti del progetto “Casa e bottega” : che conviene investire alle condizioni di cui sopra in quanto il tutoraggio/assistenza rappresenta una occasione di franchising e/o show room che il C.S. di Perugia, se ben interpretato nelle “nuove narrazioni” di manifestazioni di successo come quelle degli eventi (Umbria Jazz, Eurochocolate, Festival del giornalismo, Festarch,…….), se ben contestualizzato, in una vision a regia cultural/popolare  che ne ha assorbito le valenze storico- paesistiche- folkloristiche che fanno sintesi di un “mood” di città d’arte che piace tanto a turisti, nuovi residenti, itineranti del fine settimana, può ancora esprimere.

 

    •  Ai soggetti interessati, nell’ambito del suddetto modello dinamico-organizzativo/funzionale  allo sviluppo di nuove attività dello ICT (Information and Communication Technology) che supportino la messa in rete trasversale (fra le medesime imprese) e verticale (“e marketing” verso i mercati di riferimento).

 

Tali nuovi insediamenti renderanno il C.S. attrattivo (o più attrattivo di quanto non sia ora) verso nuove residenze e di conseguenza si determina la prospettiva incrementale di  una “cubatura” di innovazione edilizia ,da ristrutturare, ammodernare , ampliare verso le esigenze di vivere ed operare in chiave moderna.

 

  • Alcuni bench marking : è interessante far notare, di fronte ai risultati negativi di un monitoraggio  sull’andamento dei flussi  turistici, dei nuovi insediamenti residenziali e di studenti delle due università, di nuove “location” delle attività economico-commerciali  come, vi siano alcuni fenomeni in contro tendenza che ci pare utile prendere in attento esame.
  1. a) Pasticceria Sandri in Corso Vannucci: ormai famosa quanto meno a livello nazionale, ma anche internazionale, grazie al ricordo che di essa hanno gli studenti dell’Università per Stranieri che hanno soggiornato a Perugia, rappresenta un punto di riferimento per gli amanti delle Essa si identifica positivamente con il C.S. di Perugia e ne esalta il contesto urbanistico di città d’arte. Si tratta di un laboratorio artigianale e negozio di vendita ed esposizione, che potrebbe rientrare nella formula “casa e bottega”, se la Sig.ra Schucani , titolare, abitasse in via dei Priori, sul quartiere sovrastante il laboratorio. Tutti i vincoli logistici del C.S. che si frappongono a tali attività sono stati brillantemente superati.
  2. b) Eurochocolate: per come si è sviluppata e trasformata questa manifestazione di massa, tale da impattare pesantemente sul contesto urbano cittadino, essa poteva essere trasferita in un’area espositiva periferica in cui gli 80 stand di vendita, consumo ed esposizione potevano essere collocati nei 10 giorni della manifestazione. Ma il patron della kermesse , l’architetto Guarducci , ha sempre sostenuto che C.S. perugino ed Eurochocolate sono assiomatiche. Senza trascurare l’aspetto negativo sull’impatto che tale manifestazione ha nelle tre fasi organizzativa, come si dice in gergo: “before, after, during festival”, verso le strutture e infrastrutture del C.S., resta il fatto che una formula di merchndising imperniata nel  S. di una importante città d’arte può risultare vincente.

 

  1. c) Il ragionamento di cui sopra vale anche per gli altri eventi importanti come Umbria Jazz, Festival del Giornalismo (sulla scia del vecchio festival del serial TV che portò a Perugia l’on.le Manca quando negli anni ’80 fu presidente della RAI).

 

Ebbene , è sufficiente trovare una formula che riesca a coniugare i benefit del C.S. con l’offerta di un bene e/o servizio e sappia cogliere il target giusto nel momento giusto , che il business è assicurato. In fondo si tratta di impostare una strategia di marketing, basata anche su una ricerca che sappia individuare una domanda potenziale che riesca a rendere attrattiva l’iniziativa o il sistema di iniziative intrapreso.

 

  • Alcuni “amarcord” significativi per un salto di qualità alla vivibilità ed attrattività del C.S.

 

Non c’è iniziativa, privata e/o pubblica  che, sul tema del C.S. non riprenda temi e remake e mok up fotografici e filmati del “come eravamo”; quasi a cercare , nella memoria delle antiche radici, un nuovo stile di vita, una nuova prospettiva di crescita cittadina.

 

Di contro , il C.S. come appare oggi, nei suoi aspetti commerciali, si evidenzia o per le chiusure a ripetizione delle saracinesche dei negozi, con un “effetto domino” che ti immelanconisce, o con iniziative drastiche sui prezzi, quasi a voler indicare una stagione di crisi epocale, che preannunci una nuova dimensione dell’offerta commerciale. Ed il nuovo modello di commercializzazione delle risorse, anche attuali, nel C.S. dovrebbe “saldare” definitivamente la vecchia tecnica dell’”outlet e sconti-fuori tutto” ed invece fare perno, ad esempio, su un’alleanza fra artigianato e commercio, per articoli del sistema moda (maglieria, camiceria, capi spalla, calzature  su misura e su commessa della domanda) dell’arredamento e dell’agroalimentare (un esempio su tutti: enfatizzare in luoghi deputati il commercio dei “rapi del lago e della fagiolina del  Trasimeno”.).

Ci limitiamo a questi significativi suggerimenti, ben consapevoli che qualsiasi progetto di business comporta un serie di “plus” ed una consapevolezza dei “fattori di rischio” contrapposti a quelli di successo, per cui scendere dalle parole ai fatti può essere anche drammatico. Ma tant’è : “chi non risica, non rosica” dice il proverbio. E il peggiore dei consigli da dare, sarebbe quello di lasciare che tutto  si evolva naturalmente, senza incentivi, promozioni, ricerche sulla svolta da intraprendere per superare la crisi.

 

  • Gli elementi fondamentali del progetto e del suo business plan a fondamento del suo diagramma di flusso

 Analisi dell’ Offerta

 

  1. Individuazione degli 8 soggetti titolari, in partnership, del progetto per un investimento minimo di €. 12.000 ( 3 impresari edili; 3 o 2 imprese manifatturiere (sistema moda,arredamento,agroalimentare) (Vedi Allagato N. 2) , 2 di terziario avanzato (Promover srl + una di ICT) ed una università.
  2. Presentazione dell’idea progetto, nella sua definizione di “avant progetto” all’Amministrazione Comunale (Perugia o altra Amministrazione Pubblica)  che ne avalli obiettivi e strategie.[15]
  3. Piano industriale della realizzazione dell’idea progetto (ristrutturazione , ammodernamento e /o ampliamento dei vari siti individuati)  atto a dimostrare modi e tempi di rientro dell’investimento a copertura dell’imprenditore. In particolare dovrà emerge un preventivo di conto economico quinquennale atto a dimostrare  tempi e modi di break even point, ovvero quando il fatturato da attività avrà ripagato tutti i costi totali.
  4. Approntamento del documento di Idea Progettuale e , collaterale, di almeno tre Progetti di Innovazione Sociale[16], intesi come workpackages formativi[17] della suddetta Idea Progettuale nei settori della industria manifatturiera e/o edilizia e/o della ICT. Brain storming con personaggi stakeolder e depositari ancestrali di vecchie (ma forse ancora nuove per le attese di un nuovo target)  idee di innovazione artigiana-artistica (heritage).  (Valga fra tutti il caso del sig.  Piazzoli (Porta Sant Angelo) , depositario di un archivio privato di grandi suggerimento all’innovazione artigiana e commerciale) .
  5. Definizione della planimetria ottimale per uno standard di attività.
  6. Definizione del layout ottimale per un processo di produzione e/o di merchandising ottimale.
  7. Ricerca e identificazione dei potenziali fruitori dell’offerta (artigiani della periferia da riqualificare in programmi di eccellenza nel C.S. ; giovani con idea progettuale da qualificare e organizzare, ….)
  8. Svolgimento delle attività di MKT research a corredo del programma di ricerca industriale:
  1. Ricerca di siti del centro storico e relativi proprietari da mappare secondo criteri di adattabilità al processo di attività artigianale “casa e bottega”:
    1. Business plan e piano di marketing, imperniati anche su contenuti strumentali di ICT, di ciascun soggetto di nuovo insediamento produttivo nei siti individuati nella ricerca (almeno 2 per ogni settore individuato).
    2. Piano di contrattualistica, ristrutturazione e di eventuale riconversione di attività al fine di programmare modi e tempi di adattabilità del sito al programma funzionale del nuovo insediamento artigianale.
  2. Studio dei processi della logistica per superare gli ostacoli organizzativo –funzionali relativi a progetti di nuovi insediamenti di attività di trasformazione artigiana nel C.S.

 

  1. Progettazione e realizzazione, nell’ ambito della parte progettuale di sviluppo sperimentale,  di almeno due  prototipi di “Casa e 

        bottega “ da posizionare in start up (esercizio di costruzione)  per almeno due anni dall’inizio di attività gestionale.

 

Analisi della domanda

 

  1. Ricerca di marketing, nazionale e internazionale,  per identificare ,definire e quantificare, demograficamente ed economicamente, anche  in flussi temporali, la domanda potenziale per l’offerta come emerge dal punto 1 dell’analisi dell’offerta.
  2. Approntare una ricerca per verificare sinergie e overlapping della domanda dei suddetti soggetti dell’offerta verso i benefit degli eventi del C.S. per i suoi fruitori.
  3. Approntare una ricerca per verificare come la realizzazione di poli di attrazione di marketing di prodotti di qualità del sistema moda, dell’arredamento, dell’agroalimentare, espressione di un vissuto del C.S.  possa agevolare l’indotto sia verso altre attività collaterali, sia verso le nuove residenze  nel C.S.
  4. Elaborazione di un piano di marketing, corredato di business plan , per quantificare come la sommatoria delle varie attività artigianali , insediate con la realizzazione del progetto,  possa produrre reddito sufficiente alla copertura pluriennale dei costi di ristrutturazione sostenuti dalla imprese edilizie, anche supportate dal finanziamento di Progetto di innovazione sociale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  TABELLA  A  CONTO ECONOMICO DEL PROGETTO CASA E   BOTTEGA                                                                                                      

  (ipotesi di investimento minima: €. 12.000.000 di cui lo 20% per l’attività di coordinamento e impostazione scientifica dell’Università. €. 3.000.000 per n. 3 progetti di innovazione sociale  giovani di età < 30 anni)  N. 2  esercizi di costruzione (Start up fase organizzativo-strutturale)

Totale investimento di competenza dei soggetti indicati: Tot. 12.600.000 N. 3 imprese edili N. 3 imprese manifatturiere  N. 3 imprese di giovani * progetto innovazione sociale TOTALE TOTALE inc. % SU INV.
Investimento di ricerca industriale           2.400.000,00          2.400.000,00 0    4.800.000,00 38,1%
Investimento di sviluppo sperimentale           2.400.000,00          2.400.000,00 0    4.800.000,00 38,1%
Progetto di ricerca e formazione (art. 12 D.M. 593/’00             3.000.000,00    3.000.000,00 23,8%
A) Totale investimento           4.800.000,00          4.800.000,00             3.000.000,00  12.600.000,00 100,0%
MIUR: Contributo alle spese              720.000,00             720.000,00             2.400.000,00    3.840.000,00 30,5%
MIUR : Mutuo a tasso agevolato (65% medio)           3.120.000,00          3.120.000,00 0    6.240.000,00 49,5%
B) Coperture finanziarie del MIUR           3.840.000,00          3.840.000,00             2.400.000,00  10.080.000,00 80,0%
Autofinanziamento per costo investimenti              960.000,00             960.000,00                600.000,00    2.520.000,00 20,0%
Autofinanziamento per pag. interessi (in 15 anni)               31.200,00               31.200,00 0         62.400,00 0,5%
Autofinanziamento per start up n. 3 progetti di innovazione sociale 0 0 200000       200.000,00 1,6%
C) Totale autofinanziamento              991.200,00             991.200,00                800.000,00    2.782.400,00 22,1%

 

TABELLA B                                                Conto Economico del business Centro Storico Casa e Bottega – Previsione quinquennale (con start up fase gestionale che decorre da   start up fase organizzativo-strutturale).             A                       Previsione di giro di affari (a 5 anni)           B              Previsione di costi industriali (a 5 anni)                  C       Margine lordo prima dell’ammortamento mutuo (a 5 asnni)          D               Rate N. 5 di ammortamento mutuo MIUR             E           Capitale investito dall’imprenditore (autofinanziamento)           F                              Margine lordo al netto di D+E
Per le tre imprese edili: a breve termine: realizzazione delle strutture dei tre progetti di innovazione sociale .A medio termine : collocamento sul mercato di aree immobiliari  ristrutturate (o ristrutturabili)  di pregio secondo i parametri dello smart city .           9.000.000,00     5.850.000,00              3.150.000,00       1.560.000,00                 991.200,00          598.800,00
Per le tre imprese manifatturiere : realizzazione di franchising con le imprese di innovazione sociale. Sperimentazione di nuove forme di “e marketing” urbano .         10.511.850,00     6.832.702,50              3.679.147,50       1.560.000,00                 991.200,00       1.127.947,50
Per le tre imprese di innovazione sociale: sviluppo di n. 3 progetti innovativi da idee di interesse sociale, collegabili alle 6 imprese .           7.500.000,00     5.625.000,00              1.875.000,00 0                 800.000,00       1.075.000,00
Totale         27.011.850,00    18.307.702,50              8.704.147,50       3.120.000,00              2.782.400,00       2.801.747,50

 

Nella presente tabella si evidenzia che  , nell’ipotesi di accordo fra le sei imprese industriali e di sinergie con le tre imprese di giovani , si può sviluppare un business che,  dopo ca. 5 anni dall’inizio della fatturazione delle commesse e delle vendite delle 3 imprese di giovani , si ottiene un margine lordo (colonna F) che va a ripagare sia le prime cinque rate dell’ammortamento del mutuo del Miur, sia il capitale proprio investito nell’iniziativa.

CONCLUSIONI

Per le imprese dell’edilizia interessate al presente progetto potremmo anche affermare, per evidenziare e motivare la loro partecipazione in  profit minded, che almeno il 50% del costo del progetto potrebbe essere destinato, per la parte di riferimento allo sviluppo sperimentale,  alla realizzazione di tre  prototipi di “casa e bottega” ( una cifra orientativamente intorno, nel caso di soglia massima di investimento ammissibile, ai €. 3.000.000), ovvero ristrutturare e/o rimodulare e/o riconvertire una cubatura del C.S. con una tecnologia all’avanguardia, mentre l’ implementazione del processo di produzione verrebbe realizzata con attrezzature (della maglieria ad esempio) di avanzata tecnologia e con una qualche implicazione di carattere sociale[18] con i finanziamenti del Progetto di innovazione sociale , di giovani di età inferiore ai 31 da compiere, collegato alla idea progettuale in oggetto. Dovrebbe essere un progetto da “best practice “ per interventi analoghi nel C.S. come da D.D. (vedi allegato 1). Una volta resa adattabile tale location strutturale  all’attività dei tre progetti di “casa e bottega”, il titolare di ciascuno di essi dovrà aver già presentato al Miur il suo  progetto di innovazione sociale, ovvero di costituzione di una nuova impresa di giovani,  collegato alla idea progettuale in essere,  pari ad un investimento massimo di €. 1.000.000, con copertura del finanziamento in contributo a fondo perduto dello 80%. I tre soggetti delle imprese edilizie insieme agli altri tre del manifatturiero,le prime per la realizzazione delle strutture, le seconde per lo start up organizzativo-gestionale,  entrambe nel ruolo di tutor nella innovazione di impresa di giovani, avranno tutto l’interesse a sostenere le tre imprese artigiane almeno per gli anni  di rientro del proprio piano di ammortamento mutuo del MIUR. Nel frattempo si saranno resi virtuosi i comportamenti di altri soggetti che , per attrazione delle tre “best practice” (in gergo di MKT si definisce “me too”) vorranno investire le proprie risorse economico-finanziarie e di know how nel C.S. giunto si presume a livelli attrattivi di rilievo per nuovi insediamenti in immobili di sicura ristrutturazione, data la ripresa della domanda.

Abbiamo reso queste ipotesi in numeri che riportiamo nei conti economici delle due tabelle precedenti.

Perugia, 3/09/2012

Dr. Rino Fruttini
Esperto Emerito Economia e Finanza del MEF

 

ALLEGATO N.1

Decreto Ministeriale 2 gennaio 2008
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 22 maggio 2008 n. 119

Adeguamento delle disposizioni del Decreto Ministeriale 8 agosto 2000 n. 593 (“Modalità procedurali per la concessione delle agevolazioni previste dal D. Lgs. 27 luglio 1999, n. 297”) alla Disciplina Comunitaria sugli Aiuti di Stato alla Ricerca, Sviluppo ed Innovazione di cui alla Comunicazione 2006/C 323/01.

” 24. Sono considerati ammissibili i seguenti costi:
a. Spese di personale (ricercatori, tecnici, ed altro personale ausiliario adibito all’attività di ricerca, che risulti, in rapporto col soggetto beneficiario dei contributi, dipendente a tempo indeterminato o determinato e/o lavoratore parasubordinato, e/o titolare di borsa di dottorato, o di assegno di ricerca, o di borsa di studio che preveda attività di formazione attraverso la partecipazione al progetto).
b. Costi degli strumenti  e delle attrezzature nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto di ricerca. Se gli strumenti e le attrezzature non sono utilizzati per tutto il loro ciclo di vita per il progetto di ricerca, sono considerati ammissibili unicamente i costi di ammortamento corrispondenti alla durata del progetto di ricerca, calcolati secondo i principi della buona prassi contabile.
c. Costi dei fabbricati e dei terreni nella misura e per la durata in cui sono utilizzati per il progetto di ricerca. Per quanto riguarda i fabbricati, sono considerati ammissibili unicamente i costi di ammortamento corrispondenti alla durata del progetto di ricerca, calcolati secondo i principi della buona prassi contabile. Per quanto riguarda i terreni, sono ammissibili i costi delle cessioni a condizioni commerciali o le spese di capitale effettivamente sostenute.
d. Costi dei servizi di consulenza e di servizi equivalenti utilizzati esclusivamente ai fini dell’attività di ricerca.
e. Spese generali supplementari derivanti direttamente dal progetto di ricerca, anche nella misura forfettizzata del 60% delle spese di personale.
f. Altri costi di esercizio, inclusi costi di materiali, forniture e prodotti analoghi, sostenuti direttamente per effetto dell’attività di ricerca.”
6. Dopo il comma 24 dell’art. 5 è inserito il seguente comma 24 bis:
“24 bis. I costi afferenti le diverse tipologie di spesa sono al netto di I.V.A. nel caso in cui tale imposta risulti trasferibile in sede di presentazione di dichiarazione periodica; sono invece comprensivi di I.V.A. nel caso in cui tale imposta non sia trasferibile.”
7. Al comma 31 dell’art. 5 del D.M. n. 593/00, dopo la parola “Asi” sono aggiunte le seguenti parole: “organismi di ricerca”.

 

CONCEPT DI N. 3 PROGETTI DI INNOVAZIONE SOCIALE DA LOCALIZZARE NELL’AMBITO DEL BANDO “ SMART CITIES AND COMMUNITIES”  – CENTRO STORICO DI PERUGIA

I Progetti di Innovazione Sociale indicati dal bando in oggetto  devono prevedere lo sviluppo di idee innovative per la soluzione nel breve-medio periodo di specifiche  problematiche presenti nel tessuto urbano di riferimento. A corredo dell’idea progetto “Casa e Bottega” riteniamo che possano inquadrarsi i seguenti progetti.

1) PROGETTO DI SMART MOBILITY PER TOUR SHOPPING NEL CENTRO STORICO DI PERUGIA

Concept del progetto: organizzare un servizio che consenta, mediante piccoli mezzi ad autotrazione elettrica (taxi car sharing ecocompatibile), ai soggetti gravitazionali nel Centro Storico di Perugia (residenti, turisti, acquirenti occasionali,operatori economci) di fare shopping anche nei piccoli negozi e botteghe artigiane, al di là del solito iter Corso Vannucci  e vicoli immediatamente limitrofi. Il servizio inoltre, collegato con un sistema che , nelle opportune dimensioni assomiglia al sistema del car hube spoke, ovvero una piattaforma (presso un’area del mercato coperto) nella quale si concentra tutta la mercanzia voluminosa che è stata oggetto dello shopping nel centro storico e che, tramite il servizio merci del Minimetrò arriva all’altra piattaforma di Pian di Masssiano dove   l’acquirente dello shopping ha lasciato al parcheggio il suo veicolo. Ovviamente lo shopping , per renderlo compatibile con tale sistema car hube spoke, deve essere sufficientemente programmato e guidato mediante opportuni supporti  di  attrattività come : offerta qualificata e integrata , itinerario informato, di enfatizzazione promozionale e di interessanti incentivi sul prezzo di vendita. Per offerta qualificata e integrata intendiamo ripristinare, sull’esempio delle antiche location di attività artigiano-commerciali  specializzate come quella dei lanari, dei conciari, da cui i nomi delle rispettive vie , dei piccoli distretti di attività specializzate nei settori del sistema moda, dell’arredamento, dell’agroalimentare.

Contenuti di innovazione sociale: contribuisce alla risoluzione di due problemi di interesse sociale: rendere tutto il centro storico, delimitato dalle quattro porte medievali e identificato con i cinque rioni classici: Porta Sant’Angelo, Porta Sole, Porta San Pietro, Porta Eburnea , Porta Santa Susanna.

2) PROGETTO DI COOPERATIVA DI GIOVANI ARTIGIANI  DEL SISTEMA MODA

Concept del progetto.E’ l’idea del project work concepito non solo come strumento metodologicamente rispondente all’esigenza di una formazione per gli imprenditori e i lavoratori impegnati in azienda on the job ma anche e soprattutto come strumento – per i disoccupati e gli inoccupati – di realizzazione della cosiddetta “vetrina virtuale” che consentisse ai partecipanti di mettere il proprio lavoro direttamente a disposizione delle aziende tramite il sito e di costituire una solida comunità in apprendimento pronta a trasformarsi in una vera e propria cooperativa di servizi alle imprese nel settore della moda, avendo ricevuto tutte le nozioni base nel campo della contrattualistica, della creazione d’impresa, del marketing, ecc.

 

Contenuti di innovazione sociale: si determinano i presupposti di base per inserire giovani inoccupati in un sistema di lavorazione manifatturiera, come quello della maglieria, in cui centinaia di faconisti  possono essere supportati da servizi  outsourcing tali da garantirne la continuità del processo di produzione integrato verso i rispettivi committenti

 

3) PROGETTO DI  NANOMATERIALI PER L’EDILIZIA SOSTENIBILE

 

Concept del progetto. Nell’edilizia l’impiego delle nanotecnologie è destinato ad un forte sviluppo tanto che per il 2015 si prevede che quasi un terzo dei rivestimenti delle facciate impiegheranno nanomateriali. Già oggi vengono realizzati  prodotti con straordinarie proprietà isolanti, con resistenza agli agenti chimici ed atmosferici, allinvecchiamento, autopulenti, etc.. Un laboratorio che sia destinato a sperimentare tali tecniche anche rivolte al restauro di beni monumentali del C.S. e, ad integrazione o alternativa, possa sviluppare le seguenti taiettorie progettuali e linee di sviluppo:

  • Confort, sicurezza e sostenibilità ambientale
  • Filiere e processi edilizi eco-efficienti
  • Supporto all’analisi energetico-ambientale degli edifici
  • Ecoefficienza del processo edilizio
  • Moduli abitativi prefabbricati
  • Componenti e rivestimenti di facciate eco efficienti
  • Involucri e strutture in materiali naturali
  • Sistemi costruttivi eco efficienti
  • Prodotti e materiali dell’edilizia a ridotta energia inglobata
  • Materiali di riciclo e sottoprodotti di filiere locali
  • Serramenti Esterni
  • Materiali finiture e sistemi isolanti eco efficienti
  • Materiali, componenti e serramenti eco-efficienti
  • Illuminotecnica
  • Domotica – Building Automation Control
  • Integrazione di energie rinnovabili in edifici esistenti
  • Sistemi eco-efficienti per la produzione di energia termica ed elettrica
  • Impiantistica per l’edilizia  eco efficiente

 

Contenuti di innovazione sociale.  Realizzazione di progetti e prototipi per il miglioramento della qualità della vita nel Centro Storico di Perugia.

[1] Nel presente documento è stata individuata Perugia  come format per un’analogo progetto in una qualsiasi città d’arte con caratteristiche similari.

[2] Vedi testo del decreto allegato.

[3] Vedi Decreto Miur 5 luglio 2012 n. 391/Ric. AVVISO PER LA PRESENTAZIONE DI IDEE PROGETTUALI PER SMART CITIES AND COMMUNITIES AND SOCIAL INNOVATION allegato

 

[4] Mise (Ministero dello sviluppo economico); Miur (Ministero della pubblica istruzione, università e ricerca)

[5] Si veda l’allegato N. 2

[6] Art. 1 aree tematiche del bando : sicurezza del territorio ,invecchiamento della società,tecnologie welfare e inclusione, domotica, giustizia,scuola ,waste management,tecnologie del mare,salute,trasporti e mobilità terrestre ,smart grids, architettura sostenibile e materiali, cultural heritage, gestione risorse idriche, cloud computing technologies per smart  government

[7] Per il referimento agli ambiti di attività previsti dal decreto vedi pag. 4 e segg. del presente documento.

[8] Vedi Progetto Intermodale Minimetrò

[9] Vedi progetto Renaissance del Comune di Perugia

[10] Vedi Progetto Club del gusto.

[11] CS acronimo di Centro Storico.

[12] Si veda allegato N. 3

[13] Il riferimento all’ambito del decreto è soprattutto : “ARCHITETTURA SOSTENIBILE E MATERIALI: promuovere, nell’ambito del settore edilizio e in chiave sostenibile, lo sviluppo di nuove soluzioni, tecnologie e nuovi materiali ad alte prestazioni, diretti, secondo il principio dello “Zero Impact Building”, al miglioramento dell’efficienza energetica, alla riduzione dell’impatto ambientale, al controllo e abbattimento dei fattori di inquinamento, al miglioramento delle condizioni di salute nei luoghi abitativi e di lavoro, nonché ad assicurare agli utilizzatori  maggiore sicurezza e comfort.” Vanno inolotre considerati anche gli altri seguenti ambiti, come riferimento secondario, ovvero: SICUREZZA DEL TERRITORIO, NVECCHIAMENTO DELLA SOCIETÀ; DOMOTICA; LOGISTICA LAST-MILE; SMART GRIDS; ARCHITETTURA SOSTENIBILE E MATERIALI; CLOUD  COMPUTING TECHNOLOGIES PER SMART GOVERNMENT .

[14] Centro Storico: viene indicato con C.S.

[15] Ai sensi dell’articolo 3 dell’Avviso D.D. 391/Ric del 5 luglio 2012, la Pubblica Amministrazione è il soggetto presso cui il raggruppamento proponente prevede di svolgere l’attività di sperimentazione. Essa rappresenta un partner esterno a tale raggruppamento, tuttavia è richiesta una esplicita formalizzazione del suo coinvolgimento nel progetto. Pertanto, ai sensi del comma 5, lettera h), del medesimo articolo, l’Idea Progettuale dovrà essere corredata da un atto dell’organo deliberante della stessa Amministrazione attestante la propria disponibilità alla partecipazione, l’inserimento dell’intervento all’interno dei propri strumenti di programmazione e pianificazione relativi agli ambiti dell’Idea Progettuale, nonché l’interesse ad acquisire il servizio sperimentato, eventualmente secondo le forme e le modalità del Precommercial Procurement. Non è prevista una partecipazione diretta della Pubblica Amministrazione ai costi progettuali.

[16] FAQ 7- I Progetti di Innovazione Sociale devono prevedere lo sviluppo di idee innovative per la soluzione nel breve-medio periodo di specifiche problematiche presenti nel tessuto urbano di riferimento. Si intendono innovative quelle soluzioni tecnologiche che rappresentano un avanzamento delle conoscenze rispetto allo stato dell’arte. Si precisa che il contenuto della proposta rientra nelle scelte autonome dei proponenti e sarà oggetto di valutazione in applicazione del criterio di cui all’articolo 7, comma 8, lettera a., dell’Avviso D.D. 391/Ric del 5 Luglio 2012.

 

[17] workpackages formativi delle Idee Progettuali: I Progetti di Innovazione Sociale, quali workpackages formativi delle Idee Progettuali, rappresentano i progetti di formazione che, ai sensi del D.M. 593/2000 e ss.mm.ii., sono previsti a corredo dei progetti di ricerca. Con l’Avviso D.D. 391/Ric del 5 luglio 2012, il MIUR ha inteso innovare le azioni di valorizzazione del capitale umano abitualmente realizzate nel quadro di detta normativa, orientando le stesse verso interventi dal carattere esclusivamente applicativo da attuarsi attraverso la realizzazione di un Progetto di Innovazione Sociale in grado di sviluppare le competenze e le abilità dei giovani destinatari attraverso un processo di apprendimento “sul campo”. Ai sensi dell’articolo 7, comma 3, del medesimo Avviso, il MIUR procederà, in base agli esiti delle valutazioni a collegare in modo strutturale e funzionale i progetti di Innovazione Sociale ai progetti esecutivi approvati di cui al precedente articolo 6, comma 7.

[18] Si veda al riguardo l’elenco di progetti di innovazione sociale già ammessi ai finanziamento nell’ambito di un D.D. uguale al nostro in oggetto ma conferente benefici solo alle regioni dell’obiettivo convergenza (Puglia, Campania, Calabria, Sicilia)

PER LO “SHOPPING-HUB-IN “ NEL CENTRO STORICO IN ALTERNATIVA AL DRIVE IN NEI CENTRI COMMERCIALI

PER LO “SHOPPING-HUB-IN “ NEL CENTRO STORICO IN ALTERNATIVA AL DRIVE IN NEI CENTRI COMMERCIALI

 

Nuove idee di marketing territoriale, per la riforma della logistica nel Centro Storico di Perugia

 

Caro Sindaco,

stamane ho effettuato una ricognizione intorno all’ ex Mercato Coperto e capolinea minimetrò del Pincetto, per “riapprezzare”, in termini ancora più concreti ed operativi, rispetto alla mia precedente e mail, il tema: “ Minimetrò e Mercato Coperto in un’ottica complessiva di mobilità alternativa passeggeri/merci”. Cosicché ti vengo a presentare la seguente sequenza di concetti e foto, per analisi di fattibilità logistica:

  • Pian di Massiano / Percorso del Minimetrò/ Pincetto/Mercato Coperto : due caposaldi / piattaforme della linea ettometrica ed  intermodale, merci e passeggeri, in un’ottica di hub aeroportuale. E’ una interessante composizione strutturale di logistica sotto utilizzata e sottostimata nelle sue potenzialità di diversificazione.
  • Pian di Massiano : piattaforma merci arrivo/partenza (CEDI: Centro di distribuzione) sia per l’approvvigionamento merci dei punti di vendita dell’acropoli sia per il ritiro dei colli relativi allo shopping della clientela, ai punti di vendita nell’acropoli. E’ una grande area di parcheggio per arrivi auto; e piattaforma attrezzata per smistamento intermodale.
  • Piano terra del Mercato Coperto: piattaforma merci CEDI di arrivo/partenza tramite furgone/autocarro, su strada, per scarico e  smistamento  delle merci per l’approvvigionamento dei punti di vendita dell’acropoli e piattaforma di partenza dei colli acquistati nello shopping ; destinazione piattaforma di pian di Massiano.
  • Opzione N. 1: Percorso merci “via gomma” per l’approvvigionamento ai punti vendita dell’acropoli: da Pian di Massiano, per le vie stradali normali, fino al bivio di Via XIV Settembre e poi risalire fino alla piattaforma del piano terra del Mercato Coperto. (vedi foto in fondo pagina). Vantaggi: si fornisce il Mercato Coperto e le sue componenti commerciali, , ai vari piani, delle merci per la sua riattivazione commerciale, secondo il nuovo progetto del Comune. Si fornisce la piattaforma delle merci al piano terra che verranno smistate nei vari punti di vendita. Il fornitore, anziché effettuare nel suo giro vendita per l’acropoli, almeno una media di 5 consegne per i vari punti di vendita, ne fa una sola alla piattaforma, per tutti i suoi clienti. Le consegne diversificate avverranno a cura della gestione delle due piattaforme. Dalla piattaforma del mercato coperto partono, con carico utile, a qualsiasi ora lavorativa della giornata furgoni elettrici, molto adatti alle piccole vie del centro, che risalgono dalla piattaforma di Via Angusta, risalendo per Via Alessi, fino a Piazza Matteotti  (vedi foto) Il che potrà accadere previo piccoli accorgimenti di segnaletica stradale lungo le vie suddette.
  • Opzione N. 2: Percorso Merci “ettometrico”alternativo al precedente per gli approvvigionamenti dei punti di vendita. Vale quanto detto sopra, con la differenza che anche gli approvvigionamenti di merci ai punti di vendita dell’acropoli avvengono tramite il minimetrò. Si dovrà avere l’avvertenza di standardizzare i contenitori dei diversi colli delle consegne al dettaglio, secondo le dimensioni dei vagoni del Minimetrò, e tali da renderli compatibili, in maneggevolezza, con le scansioni delle due fermate di capolinea del minimetrò ai due capolinea.
  • Economie di scala:
  1. Il fornitore effettua un’unica consegna alla piattaforma, anziché ad ogni punto vendita dell’acropoli.
  2. Le consegne dalla piattaforma di Via Angusta ai punti di vendita dell’ acropoli sono molto più concentrate che non quelle del fornitore. In altri termini la ratio : N° Consegne/Itinerario,migliora notevolmente, con rilevanti economie di “consegna merci”.
  3. Il furgone una volta effettuate le consegne, invece che tornare alla piattaforma di Via Angusta vuoto, vi ritorna pieno di colli frutto dello shopping dei clienti nell’acropoli. Detti colli saranno inviati, tramite minimetrò alla piattaforma di Pian di Massiano.
  • Vantaggi per i punti di vendita dell’acropoli: non avranno più l’handicap del drive in. Infatti i loro clienti non dovranno caricarsi dei colli di merci acquistate, perché se li ritroveranno presso il parcheggio auto della piattaforma di Pian di Massiano. Si rileva vincente il concetto di hub aereoportuale nel rapporto passeggeri/bagagli.
  • Vincoli di fattibilità: la realizzazione di tapis roulant, in entrata ed uscita, che portino le merci, opportunamente condizionate in modalità standard, dai vagoni in arrivo ai due capolinea, ai punti di carico e scarico delle due piattaforme.
  • Efficacia della nuova mobilità: anziché vedere mezzi di trasporto, i più assurdi, come dimensioni e capacità di inquinamento, aggirarsi per vie e viuzze dell’acropoli , con grandi difficoltà di manovra, sarà possibile rendere più vivibile tutta l’area e renderne più efficiente la mobilità complessiva delle persone e delle merci.
  • Punti di debolezza della riforma: la mobilità dei servizi per i lavori di manutenzione strutturale, ordinaria e straordinaria, di beni immobili e strumentali dell’acropoli rimarrà con la dinamica odierna Tuttavia questo “minus” potrà essere compensato dalla maggiore fluidità di esecuzione dei servizi, data la più larga disponibilità di spazi lasciata dagli autocarri e furgoni delle consegne delle merci. Il che è un bel risultato se vediamo la situazione odierna, come dimostrano le foto a corredo di questa sintetico documento.

Link di città dove avvengono processi simili di logistica: https://www.smau.it/casi-di-successo/mobilita-sostenibile-a-siena-la-prossima-sfida-e-il-trasporto-merci; Da pag. 27 a pag. 36 del libro “La distribuzione delle merci in città” di Patrizia Malgeri; Giuseppe Galli-Quaderno Rt N. 3. (PDF Protetto).

 

Perugia, 20/02/2020

 

Rino Fruttini

Esperto Emerito di Economia e Finanza del MEF

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sequenza foto dell’itinerario merci come da punto 3.

La merce arriva, a mezzo autocarro/furgone alla piattaforma:  piano terra/ mercato coperto.

La merce viene scaricata nella piattaforma del piano terra del Mercato Coperto e da lì, dopo la registrazione, riparte, dopo  essere stata caricata sui furgoni elettrici, dimensionati alle vie dell’acropoli e del centro storico, per essere consegnata ai punti di vendita. L’itinerario è: via Angusta. e poi a salire Via Alessi, fino a piazza Matteotti e vie limitrofe. Gli stessi furgoni poi rientreranno nella piattaforma, per Via XIV Settembre.

 

 

 

 

 

Link di città dove avvengono processi simili di logistica: https://www.smau.it/casi-di-successo/mobilita-sostenibile-a-siena-la-prossima-sfida-e-il-trasporto-merci; Da pag. 27 a pag. 36 del libro “La distribuzione delle merci in città” di Patrizia Malgeri; Giuseppe Galli-Quaderno Rt N. 3. (PDF Protetto).

 

Perugia, 20/02/2020

 

Rino Fruttini

Esperto Emerito di Economia e Finanza del MEF