Quando si focalizza un progetto , una visione della città di Perugia nei prossimi venti anni

Tre sono i lavori in corso o di realizzazione progettuale a breve del Comune di Perugia. Il raddoppio dei binari della linea ferroviaria della Centrale Umbra, dalla Stazione di sant’Anna a quella di Ponte San Giovanni: il cantiere è in corso d’opera. La sistemazione del quartiere di Fontivegge: area stazione ferroviaria F.S, Centro direzionale Broletto, Minimetrò , secondo un progetto di riqualificazione logistica e di assetto cittadino e arredo urbano ; è il secondo step nella time table delle istituzioni locali. A questo si aggiunge la realizzazione del nuovo stadio a Pian Di Massiano, in sostituzione di quello esistente;che sembra verrà demolito. Evidentemente la Sicel Spa, quando lo realizzò nel 1975, su incarico per appalto del Comune di Perugia, non pose in essere una costruzione duratura, se dopo appena 45 anni appare obsoleta e forse neppure ammortizzata , da gettare in discarica. Ebbene questi tre progetti , benché caratterizzati da matrici comuni : strutturali, organizzative e funzionali, non fanno parte di un unicum, ovvero di un grande progetto di città, a nuova visione di comunità che progredisce in qualità della vita. E visto che  l’amministrazione comunale non ha trovato quest’unicum , lo sintetizzo io, agli amici di FB, sulla base dei miei studi fatti al riguardo. Innanzi tutto l’Acropoli sarà liberata dal traffico automobilistico privato, sia di persone che merci, grazie al processo di “shoppinghub in” che a quello di fornitura di merci e servizi tramite le due piattaforma di Pian di  Massiano e Mercato Coperto (piano terra) (vedi linkhttp://www.rinofruttini.it/2020/04/03/per-lo-shopping-hub-in-nel-centro-storico-in-alternativa-al-drive-in-nei-centri-commerciali/)
La stazione di Sant’Anna sarà il terminale di una nuova metropolitana leggera, a collegare i passeggeri dalla stazione di Ponte San Giovanni . Costoro,espressione del flusso verso Perugia, dalla fitta convergenza di strade a Collestrada, dopo avere lasciato l’auto al parcheggio della piattaforma di collegamento ettometrico , stazione di Ponte San Giovanni/stazione Sant’Anna, arriveranno al centro di Perugia, una volta scesi a quest’ultima, mediante le scale mobili preesistenti. Con tale iniziativa verrà meno anche l’esigenza di costruire quella assurda bretella che da Collestrada dovrebbe smaltire il traffico verso l’area corcianese. Non solo. La ferrovia della Centrale Umbra sarà la cerniera per rifornire Perugia ed il suo hinterland direttamente dalla campagna della piana tiberina di derrate alimentari, mediante il “Train de vie”. (Vedi Link: http://www.rinofruttini.it/2020/03/22/train-de-vie/)
Pian Di Massiano sarà la naturale appendice del centro cittadino, per manifestazioni di massa, come Eurochocolate, Umbria Jazz e altre simili, per afflusso di gente e complicazioni di gestione della logistica; e nel contempo la sua colleganza concettuale e funzionale, tramite il “cordone ombelicale minimetrò”, sarà molto stretta con l’acropoli ed i rioni. Per essi si ripropone uno schema di nuovi insediamenti di mestieri artigiani, famiglie e nuove performance di qualità della vita, fisica e dello spirito, eppure di buon livello di reddito, a corredo anche di un web marketing, in un ambito di moderno borgo. Si parte dal borgo di Sant’Angelo. Vedi link http://www.rinofruttini.it/…/sinossi-del-libro-come-sbocci…/.
Conclusione: è bene che il Sig. Sindaco prenda buona nota di tale proposta organica di riassetto cittadino, secondo moderni criteri di mobilità, logistica con mobilità “hub in” di merci e persone e nuovi insediamenti di PMI artigiane, in un’economia circolare, integrata con l’agricoltura di prossimità. Quasi un ritorno al Medio evo, non “dei secoli bui” ma della nuova comunità cittadina, protesa verso la felicità.
Nella foto allegata, una panoramica dei lavori della ferrovia Centrale Umbra alla Stazione di Sant’Anna.

Sinossi del libro: “COME SBOCCIA UN AMORE ED UN MESTIERE NELLA CASA&BOTTEGA

Sinossi del libro: “COME SBOCCIA UN AMORE ED UN MESTIERE NELLA CASA&BOTTEGA DELL’ENCLAVE AL BORGO DI PORTA SANT’ANGELO”.

 Un gruppo di giovani universitari , di diverse facoltà, che poi divengono amici molto legati fra loro, si ritrovano una sera a parlare del loro futuro. Ambizioni, talenti nascosti, amori possibili, e perfino il tema: “io tengo famiglia”,sono gli argomenti che emergono.

Il corso dell’università non li soddisfa. Sì: giungere alla laurea. Ma poi ? Che possibilità di un lavoro, se non se ne vede una traccia, appagante delle loro attese, speranze e ambizioni ?

Si mettono a ragionare e ciascuno di loro guarda indietro, nel passato dei suoi genitori, nonni ed oltre. Ne viene uno spaccato nella Perugia che fu, dell’artigianato di qualità e delle sue ambizioni. Il gruppo inoltre è eterogeneo per educazione, estrazione sociale, intelligenza, carattere, esigenze, provenienza geografica. Fra loro c’è anche un mulatto, detto con ironia ed ammirazione “il meticcio”, perché il più intraprendente e intelligente del gruppo. Ed è quello che sarà in grado di vedere più lontano di tutti, realizzando in pieno i suoi progetti di vita e di lavoro.

Le loro riunioni, quasi frequenti occasioni di “brain storming”, man mano esteso nel tempo  anche ad altri amici, li porterà non solo ad analizzare criticamente il loro percorso universitario, nelle facoltà di economia, scienza della comunicazione, lettere classiche, scienze agrarie, ingegneria, ma alla decisione di fare un esperimento. Si dividono in gruppi di lavoro, maschi e femmine, secondo le simpatie e le potenziali talentuosità di mestiere , ricavate dai ricordi giovanili delle tradizioni vissute nelle rispettive famiglie del settore merceologico dell’artigianato o del commercio.

Da ciascun gruppo deriveranno progetti di insediamento di impresa artigiana, di qualità nella pelletteria, nel tessile abbigliamento, nell’arredamento e nell’agroalimentare  che si svilupperanno, nell’arco di quindici anni, in quell’area che loro vanno ad immaginare come un’encla ve naturale, ideale, nato nel ’200 come quartiere a forte densità di popolazione,  ovvero il Borgo Sant’Angelo di Perugia detto “Borgo d’Oro”. “Nonostante nel ‘300 il borgo venga cinto da nuove mura, ben oltre quelle etrusche di piazza Grimana, e dunque inglobato nel circuito urbano, mantiene la definizione di “città bassa”, popolare, contrapposta alla nobile città “alta” .[1]

[2] Vedi appendice 1

[3] Seta: Fibra tessile prodotta dalle secrezioni ghiandolari della larva di un lepidottero prima di iniziare la sua metamorfosi a crisalide e poi ad insetto perfetto e cioè farfalla; questo insetto ha molti nomi di origine: scientificamente è chiamato Bombix mori (per il fatto che si nutre esclusivamente di gelso), mentre comunemente è chiamato baco da seta o filugello (dal latino “follicellus“, sacchetto , alludendo alla sua abitudine a produrre bozzoli). Il baco secerne due bave di materia fibrosa che, con l’aria e tramite la sericina, si solidificano fra loro costituendo in forma di bozzoli dei filamenti continui lunghi fino a 800 mt.