Ed allora è inevitabile che la recessione bussi alla porta o per usare un altro aforisma, sia dietro l’angolo.

CARO VITTORIO TI SCRIVO

Caro Vittorio,
da tempo dalla mia postazione nei social , cerco di spiegare agli amici che l’investimento , di per se non è la panacea di tutte le ricette per la crescita. Ad esempio: se lo Stato, come spesso accaduto, soprattutto nel Mezzogiorno, cofinanzia a fondo perduto un capannone per produrre biscotti , e se poi, nonostante le linee impiantistiche installate, l’imprenditore non solo non è in grado di produrli ma neppure di venderli, allora l’investimento è inutile. Ed ecco introdotta la funzione dell’architetto e dell’ingegnere nella progettazione estetico-funzionale ed esecuzione ingegneristica dei rispettivi ruoli; che tu hai significato molto bene nel tuo editoriale (V.F.) di oggi . Tuttavia mi permetto di ricordare che se a fronte di un progetto architettonico ed ingegneristico esecutivo di un immobile, di qualunque destinazione d’uso esso sia, non c’è, chiara , la sua implementazione, funzionale alla ottimizzazione della sua fruizione , sforzi di progettazione e realizzazione edilizia sarebbero stati vani. Anzi, oltre misura dannosi. Infatti per il principio dell’analisi del valore, ogni investimento va commisurato ad una opzione alternativa alla destinazione intrapresa. Avremmo sottratto risorse ad una sorta di “ piano B”, probabilmente di migliore fattibilità.
Ed ecco spiegato, in poche parole il perché il nostro patrimonio immobiliare, pubblico e privato è ben tre volte il valore del PIL. Siamo un popolo, oltre che “..di santi, poeti e navigatori, o meglio: popolo di eroi, di santi, di poeti, di artisti, di navigatori, di colonizzatori, di trasmigratori”, anche di “miopi investitori”. Per noi il mattone è, nel contempo, causa ed effetto di ogni piano; esso viene prima di ogni altra esigenza, non solo familiare, ma anche di intrapresa nell’economia. Per cui emerge che potremmo anche mettere sul mercato beni immobili dello Stato per un valore , non si sa bene su quali parametri formulato, di €. 18 miliardi. Ma, mi domando chi possa essere interessato a utilizzarli, se non a puro scopo speculativo: il risparmio è pur sempre il doppio del PIL e propende alla speculazione edilizia. E così , venire incontro alle esigenze di questo “governo degli inciuci” che cerca di far cassa, per replicare alla procedura di infrazione della Commissione Europea sui parametri di Maastricht , è come una partita di giro; solo moneta che circola; ma non produce ricchezza. Ed allora è inevitabile che la recessione bussi alla porta; o per usare un altro aforisma: sia dietro l’angolo.
Un caro saluto dal tuo
Rino Fruttini

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