Una terna di libri su inciuci, trasformismi e compromessi.

C’è una questione di non poco conto da dirimere, nell’oggi ed anche nell’indietro, andando a ritroso nel tempo. La formula politica di governo di oggi è stata raccontata dallo scrittore e giornalista Andrea Scanzi, nel suo ultimo libro “SALVIMAIO”, in un organico condensato dei suoi ultimi articoli su “Il Fatto Quotidiano”. La rappresentazione dell’inciucio grillo-leghista è un “endorsment di compromesso” per una politica di compromesso. Se facciamo mente locale di come fino a qualche mese fa tutto lo staff, il “cerchio magico” de Il “Fatto Quotidiano” abbia lodato e sostenuto tutto l’ambaradan elettorale di Di MAIO & Co., ora con il libro di Scanzi si trova a prenderne le distanze. “ Il Salvimaio va avanti tra il “sovranismo livido” della Lega e il “giustizialismo moralista” dei 5 Stelle, con Conte a far da collante. Ma quanto può durare? E con quali conseguenze per un Paese sempre più spaccato? Andrea Scanzi torna con un nuovo pamphlet, raccontando l’attuale scenario politico italiano. Da questo libro nascerà uno spettacolo teatrale”. E’ questo il paradigma della sinassi del libro.
Un anno fa lo stesso Scanzi scrisse un altro libro, anch’esso costruito sulla trama giornalistica dell’evoluzione della collaborazione P.D.- F.I. sorta, dopo il governo di salute pubblica di Mario Monti del 2011. “RENZUSCONI” è il titolo del suo libro di un anno fa . Questa volta ,senza “endorsment del compromesso”, ma in modo più sarcastico che ironico prende di mira i due leader, nel momento in cui stipulano il “Patto del Nazareno” per le riforma della Costituzione. Scanzi , per il suo “Renzusconi” ed il sottoscritto per “Caro Vittorio ti scrivo”, siamo stati premiati a “Montefiore in Conca” in quel dell’urbinate ,il 30 settembre ultimo scorso. E come sempre. in queste occasioni i due premiati “si concedono” per una breve intervista al pubblico presente.
E’ emerso che quella alleanza del 2014 fra Renzi e Berlusconi per la riforma della Costituzione secondo la tesi di Scanzi era una forma di trasformismo e di inciucio fra due “personaggi inquietanti , sopravvalutati, vendicativi”; “Simile, anzitutto nei difetti, a chi per vent’anni ha inguaiato questo Paese”: un complimento questo , di “fascistico revival” rivolto a Renzi. Mentre secondo le mie e-mail inviate a Vittorio Feltri, il “renzusconi “ con la riforma concordata al “Nazareno”, votata a maggioranza qualificata dal Parlamento, avrebbe comportato: 1) Fine del bicameralismo. Il Senato, fatto da 100 senatori , eletti dai Consigli regionali sopravviveva come “stanza di compensazione” per rendere coerenti fra loro e verso al Nazione le varie legislazioni delle singole regioni. 2) Semplificazione del processo decisionale nei rapporti fra potere legislativo e potere esecutivo . Alcuni poteri, di precipuo interesse nazionale sarebbero tornati ad essere amministrati dallo Stato, come :a)sicurezza sul lavoro; b)ambiente;c)gestione di porti e aeroporti; d)l’energia (sia per il trasporto che per la distribuzione); e)politiche per l’occupazione; f) ordinamenti professionali. Ed al punto 3) Soppressione del CNEL da tutti ritenuto un ente inutile.
E concludo. Ma forse il popolo del referendum non si è forse sbagliato, quanto il 5 dicembre del 2016 ha votato al 59% NO al referendum costituzionale? E lo statista e uomo d’affari Berlusconi non ha forse preso un granchio quando ha denunciato il “Patto del Nazareno” compromettendo così il successo della riforma? Oggi , in uno scenario innovato a dimensione riformista, Scanzi non avrebbe scritto i due suoi libri. E le mie e mail a Vittorio Feltri avrebbero avuto ben altro contenuto. Ma, a bocce ferme nell’evoluzione della storia raccomando comunque la lettura del mio libro : “Caro Vittorio ti scrivo”.

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