Solo da un risultato favorevole ai berlusconiani ed ai renziani si potrà giungere a tale congiunzione astrale favorevole.

 

Da: Rino Fruttini [mailto:rino.fruttini@gmail.com]
Inviato: giovedì 30 novembre 2017 19:21
A: ‘direzione@liberoquotidiano.it’
Oggetto: Solo da un risultato favorevole ai berlusconiani ed ai renziani si potrà giungere a tale congiunzione astrale favorevole.

 

Caro  Vittorio,

apprezzo molto, nel metodo,  il confronto di due articoli monotematici fra due tesi contrapposte. E dunque , sulla proposta di Berlusconi dell’altra sera da Fabio Fazio di portare le pensioni minime a €.1000 nette al mese tu, Vittorio,  la vedi in modo opposto alla tua free lance Paola Tommasi. Lei, allineata al trumpismo d’oltre oceano  ed al berlusconismo di casa nostra si è già fatta tutti i calcoli sia sui costi dell’intervento (4 miliardi,secondo  Renato Brunetta)  sia sul target della sua efficacia (842.551 pensionati beneficiati  e relativi soggetti familiari  indotti , per non meno di 2,5 milioni di elettori potenziali) . Tuttavia non ci spiega a quali risorse aggiuntive,  di un bilancio dello Stato costantemente in deficit, si possa attingere. Semmai la tesi è quella di un’opzione fra vecchi e giovani , considerando che questi ultimi “faticano a trovare un lavoro che li soddisfi”. E’ sottintesa la critica della Tommasi ai giovani “bamboccioni”. Ma in tal caso per loro  la coperta sarebbe troppo corta.  Ella  comunque sostiene che non è buona politica continuare a dare ai giovani €. 80 mensili , visti i risultati finora raggiunti. Ora mi pare una grave lacuna , della seppur brava Tommasi , confondere l’incremento di €. 80 mensili in busta paga ai lavoratoti dipendenti  (vedi tabella che segue), con il Bonus cultura da €. 500 per beni e servizi erogato ai giovani di età superiore ai 18 anni.

Tu, invece, caro Vittorio, fai una questione di competenze funzionali- istituzionali . Affermi che l’INPS dovrebbe essere solo un fondo pensione degli italiani, e come tale non essere compromesso nella sua entità e naturale destinazione, in spese di assistenza verso soggetti  che non abbiano  versato quei contributi necessari a farli maturare, secondo un semplice algoritmo di calcolo finanziario-attuariale ,in rendita vitalizia. Infatti la “spesa assistenziale reale” (non legata a contributi individuali) costituisce impropriamente almeno il 19,18% della spesa totale INPS.

Tuttavia qui siamo di fronte ad una disquisizione che in primo luogo è estemporanea, quasi un ‘ipotesi del terzo tipo ! Non penso che qualsiasi governo della repubblica, presente o futuro, e da qualsiasi parte tragga origine possa riformare l’INPS. Inoltre la composizione welfare  delle erogazioni INPS  ed il suo livello di indebitamento è tale che il ragionamento di imputazione di prelievi dalle sue casse per nuove pensioni minime  o incrementi di quelle già stanziate non possa che tracciarsi in  incremento di prelievo fiscale tout court , secondo lo schema di opzioni alternative : locale/nazionale ; imposte/tasse/tariffe; oppure di un incremento della spending review.

Ma vengo alla conclusione. Qualsiasi spesa debba sostenere lo Stato, nel rispetto dei vincoli del fiscal compact non può prescindere che da un atto di fede che il Governo fa nei confronti dell’equilibrio del rapporto debito/pil. Se l’economia reale “tira”, ovvero il pil anno su anno si incrementa, anche a vantaggio del gettito tributario , ed il debito rimane costante si realizza l’ipotesi più favorevole di capienza per la copertura, e, nel caso specifico, delle pensioni minime. Il Governo che verrà, ad esempio, potrebbe fare una scommessa in tal senso e se la vincesse , avendo già mantenuto  la promessa elettorale con l’aumento delle pensioni , non avrebbe bisogno di ricorrere alla clausola di salvaguardia, ovvero, aumentare le imposte , nei vincoli del  fiscal compact.

Questo meccanismo, di fare programmi e promesse elettorali anche gli improvvidi grillini di 5 Stelle lo hanno capito, come ha dimostrato il  “cittadino” (o onorevole) Roberto Fico. Ma solo il politico che ha più naso e immaginifica “palla di vetro” lo può intuire secondo l’algoritmo psicologico-matematico: congiuntura economica favorevole/ pace sociale/ottimizzazione del gettito fiscale / Pil in incremento/ indebitamento fermo o in incremento inferiore al PIL.

Solo da un risultato favorevole ai berlusconiani ed ai renziani si potrà giungere a tale congiunzione astrale favorevole.

In conclusione, caro Vittorio, devo sottolineare con un segno blu i due vostri articoli odierni (30/11/’17) poiché dovevate giungere alle mie stesse conclusioni. Spero nella prossima volta.

Un caro saluto

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RINO FRUTTINI

 

Ma chi è dunque questo “Emme , Nobiluomo (o nobildonna) della Caffeina ?

 

Da: Rino Fruttini [mailto:rino.fruttini@gmail.com]
Inviato: venerdì 24 novembre 2017 14:47
A: ‘direzione@liberoquotidiano.it’
Oggetto: P.S. Ma chi è dunque questo “Emme , Nobiluomo (o nobildonna) della Caffeina ?

Caro Vittorio,

nell’edizione odierna di Libero ti cimenti con successo  in una duplice veste : dell’esegeta dello storico dell’Italia contemporanea , Paolo Mieli, ,  e in quella del polemista nei confronti di Casini Ferdinando, censore  e indagatore  mancato del default delle banche. Il sottoscritto invece scrive queste righe nel suo ruolo di lettore di Libero,  a motivarne anche la funzione di  “requisitore laico “ di scritti e opinioni di due esimi esponenti dell’Ordine dei Giornalisti. Così potrai contare su un’ audience attenta e pervicace: la mia.

Il tuo periodo di eccezionale efficacia circa “.. la capacità di osservare un fatto singolo, di svelarne il lato curioso , catturando così l’attenzione del lettore, che viene accompagnato dal particolare all’universale” lo avrei  preferito rivolto ai miei due libri (“La Saga del Burchia” , “Quasi come Forrest Gump”)  piuttosto che a quello di Mieli : “ Il Caos italiano. Alle radici del nostro dissesto”. Ma me ne faccio una ragione. Però  tu, con quella perifrasi  di metodo nello scrivere  mi hai fatto comprendere di essere nel giusto, quando da episodi particolari  di cronaca perugina, miei e dei miei antenati  dei tempi che furono ho cercato di collocarli in uno scenario generale  di storia locale o nazionale, ricorrendo a documenti originali, come i giornali dell’epoca. Mi riferisco a periodi che vanno dal 1850 fino al 1990, a seconda dei capitoli e dei racconti dei miei due  lavori . E così è stato anche per il terzo libro :  “Lamberto, ragazzo perugino del ’99…. E a Fiume con D’Annunzio nel ‘19”. Ma lasciamo perdere  la mia “ego sponsorizzazione”.

 

Oggi , i titoli e gli articoli di Libero sono molto stimolanti per le seguenti  ragioni:

  • Te la prendi con Casini che, nella veste di Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle banche non esterna i nomi di coloro (dirigenti bancari e benefattori dei mutui)  che ne hanno causato il Ma non sarà forse che essendo i presunti colpevoli toscani,  marchigiani ma anche veneti ,  per questo, data la collocazione politica bipartisan, tutti i partiti siano  interessati al silenzio omertoso? Certo, meraviglia che solo il MPS, con la sua natura vetero comunista , sia oggetto di tante attenzioni come traspare dal titolo : “ Nascosta la lista dei Bidonisti Mps” di Sandro Iacometti. Mi attendo anche la lista dei malfattori  veneti. I quali non devono essere considerati le mammolette del boom economico nazionale. E non basta la foto del solito Zonin !
  • Colpisce l’uscita di quel pirla di Matteo Salvini. Solo dalla sua fantasia malata poteva uscire la condizione anticostituzionale di alleanza con Berlusconi, subordinata ad un atto notarile “anti inciucio”. Anche i bimbi sanno che un parlamentare eletto nel parlamento nazionale  gode del privilegio di non essere sottoposto a “vincolo di mandato” (art. 67 delle Costituzione) . E per fortuna che sia così, dal momento che la governabilità dell’Italia, dal dopoguerra ad oggi è stata garantita da un sano trasformismo. Prima Andreotti con la D.C. , ora Alleanza Popolare e Angelino Alfano “docent”.
  • Profondamente sbagliato il titolo di apertura in prima pagina . “ Soldi al sud, rapinato il nord”. Se gli esponenti del nord al governo, dal dopoguerra ad oggi si sono lasciati rapinare , come tu dici , dal nord, significa che non c’è rimedio alla loro dabbenaggine e incapacità di governo.
  • Ottimo invece il titolo di seconda pagina: “ Imbarcata di statali inutili”. E’ come un surrogato grillino nel  dare una forma di “reddito di cittadinanza ” ad implementare l’organico della P.A., senza alcun presupposto di contratto di ingaggio, utile nel rapporto costi/benefici all’economia nazionale.
  • Infine è sublime e corroborante la caffeina odierna : “ Si continua a discutere sul perché il grillino Di Battista abbia deciso di non ricandidarsi. Mille congetture e nessun ringraziamento”. Ma chissà che alla fine non venga fuori l’assioma ideologico: “Chi disprezza comprerà”?

 

Per ora mi taccio. Ti ringrazio comunque per gli stimoli che dai ai miei articoli ed al mio ruolo di “requisitore laico” ovvero fuori dalla mischia.

Cari saluti dal tuo aff.mo

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RINO FRUTTINI

P.S. Ma chi è dunque questo “Emme , Nobiluomo (o nobildonna) della Caffeina ?

 

.E questo, almeno a casa mia, si chiama “governabilità” tanto strombazzata nelle campagne di Forza Italia.

 

Da: Rino Fruttini [mailto:rino.fruttini@gmail.com]
Inviato: martedì 14 novembre 2017 15:31
A: ‘direzione@liberoquotidiano.it’
Oggetto: ….E questo, almeno a casa mia, si chiama “governabilità” tanto strombazzata nelle campagne di Forza Italia.

 

Caro Vittorio,

mi pregio inviarti, per conoscenza, una lettera inviata su face book ad un mio amico, ex PSIUP, ora grillino. Penso che ti possa interessar,  per meglio impostare il “verso”o la rotta  della testata di Libero che sta veleggiando sempre più “alla burchia” ovvero senza timoniere e senza meta ! ( e qui mi viene in mente ancora una volta il mio primo libro: “La saga del Burchia” del quale ancora non hai fatto alcuna recensione).

 

Ci sono due considerazioni da fare sulla politica odierna, precedute da un’analisi (breve) sul come sia nato lo scontento popolare, assimilato e organizzato, secondo un subliminale sistema di input/output della protesta,  dalla combine “pensiero ed azione ” : Beppe Grillo/ Gianroberto Casaleggio (lo schema mazziniano è ancora efficace!).

La crisi politica, come sempre, ha una matrice economica. Economia reale prima, ed economia della finanza poi, in un contesto di espansione  del fenomeno di globalizzazione , hanno provocato anche in Italia squilibri sociali. Il trading finanziario, di stato e privato,  è stato il protagonista  della divisione internazionale della ricchezza , prima ancora che del lavoro. Ne consegue che la soglia di povertà man mano negli anni si sia elevata nei suoi target  qualitativi di “item” statisticamente rilevabili. Un esempio. Oggi il cellulare è ritenuto un bene di prima necessità, come il pane, il vestiario, l’alloggio. Inoltre le aspettative delle categorie meno affluenti si sono sempre è più elevate. Mi viene in mente la dicotomia fra offerta e domanda di posti di lavoro per i giovani che disdegnano occasioni di lavoro perché  fuori del proprio baricentro di residenza. A fronte di questo scenario, governi di centro sinistra o di centro destra non si sono resi conto del fenomeno grillino organico alla strumentalizzazione (intesa in senso organizzativo) della protesta.

Poi è arrivato il governo di questo giovane toscanaccio che risponde al nome di Matteo Renzi il quale, cosa ti fa ? Elabora, insieme alla ancor più giovane Maria Elena Boschi una riforma della Costituzione ed all’altra giovane Ministro delle P.A. Marianna Madia , quella dell’apparato della burocrazia ministeriale e degli enti locali. Non l’avesse mai fatto. Tutti a scagliarsi contro: da destra e sinistra dell’opinione pubblica,dai mass media accaniti, e da Grillo, sinistro/destro/sinistra  all’occorrenza secondo la collaudata tecnica dell’over all feeling , una volta detta del trasformismo .

Non solo. Renzi con il Jobs Act ha superato l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, sollevando le ire del sindacato conservatore e bigotto. Non s’era mai visto nella storia della nostra repubblica un giovane che , in così poco tempo avesse messo il dito in una piaga che da tutti era ritenuta purulenta : burosaurocrazia, processi farraginosi di governance, mercato del lavoro ingessato. Tutti dunque contro Renzi, accusato poi, quando i provvedimenti , anche  a causa del nutrito “fuoco amico” ,non andarono in porto, come la Riforma Costituzionale, di averla personalizzata; e siccome restava antipatico, con quel suo modo di dialogare, di averla affossata.

Ora Remo (il riferimento è ad un grillino locale, Remo Granocchia al quale era diretta questa lettera) siamo messi in un tale “cul de sac” che né tu, con i tuoi grillini, né io con i miei renziani potremo alle prossime elezioni ottenere niente di buono.

Per cui non mi rimane che dire come al liceo verso la supplente che doveva arrivare: “Speriamo che Dio ce la mandi buona” . Infine, solo un inciso: Renzi ha governato, avendo realizzato quel po’ po’ di produzione legislativa summenzionata, con un margine risicato di maggioranza al Senato. E’ stato molto abile anche nella gestione parlamentare del suo mandato. Ha avuto una colpa grave: non ha saputo motivare e controllare i mass media :Telegiornali, Talk show, Social Web, Carta Stampata, ovvero tutti gli strumenti del consenso. I quali invece si sono autogovernati all’insegna dell’anarchia sciovinista e inconcludente. Ed infine un’ altra breve considerazione sull’esito della consultazione referendaria. Sarebbe stato sufficiente che Berlusconi avesse dato l’ordine ai suoi ascari di votare per il SI, ed ora la semplificazione del processo di formazione del consenso dell’opinione pubblica si sarebbe evoluta in quella della maggioranza di governo. E questo, almeno a casa mia, si chiama democrazia di popolo e  “governabilità” tanto strombazzata nelle campagne di Forza Italia.

R.F.

 

 

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RINO FRUTTINI

 

La bocconiana Tommasi, i titoli di Libero, e la Padania egocentrica

Da: Rino Fruttini [mailto:rino.fruttini@gmail.com]
Inviato: sabato 11 novembre 2017 15:20
A: ‘direzione@liberoquotidiano.it’
Oggetto: La bocconiana Tommasi, i titoli di Libero, e la Padania egocentrica

 

Caro Vittorio,

vedo che oggi Libero ti vede impegnato in menzioni storico settorial-calcistiche che sono le più  corroboranti per l’intelletto e la cultura della nostra età. Ti invidio per la tua competenza in tale materia che a me mi coinvolse solo ai tempi dell’oratorio salesiano e poi nel collegio dei Padri Somaschi di Spello negli anni ‘50. Ma l’impegno era sul campo di gioco, come il tuo lo fu nei campi orobici dei Salesiani di Treviglio, che forse avrebbero ispirato quella meravigliosa canzone : “Azzurro” a Paolo Conte  se fosse stato un orobico come te .

E tuttavia devo farti una riserva di tipo ideologico per l’articolo  della Paola Tommasi. E solo il titolo evoca una serie macroscopica di contraddizioni. “ La disoccupazione non esiste a Bergamo, Brescia e Verona” . E chi legge si domanda in prima istanza: “Ma cosa vogliono questi padani che reclamano l’autonomia? Stanno già così bene!” Infatti chi fa i referendum è per ottenere qualcosa di meglio rispetto ai suoi simili più fortunati. Ad esempio si sarebbe compreso meglio  un referendum dei calabresi, per avere più soldi da “Roma ladrona” e realizzare nuovi posti di lavoro o migliorare l’assistenza sanitaria o elargire il reddito di cittadinanza ! E la Tommasi, che fu esemplare l’altro giorno  nel salotto “Otto e ½” della Lilli Gruber a dimostrare alcune chance del programma economico di Trump, nell’esaltare  le meraviglie gestionali dell’autonomia nordica sembra aver dimenticato che Bergamo, Verona, e Brescia sono tutt’uno con l’economia nazionale.  E, mi domando,  forse senza i fenomeni dell’integrazione nazionale, come del Risorgimento, dell’Unità d’Italia, della prima guerra mondiale, fino a quella del Fascismo e della Resistenza e del boom economico del secondo dopoguerra, ora la Padania sarebbe una grande (nel senso di estensione geografica)  pianura, intrisa di quel tessuto economico di intrapresa capitalistica che Voi oggi andate sbandierando nell’etere?

Da quello che dice la Tommasi, sembra che neppure una delle iniziative di legge di incentivi economici prese dal Governo di “Roma ladrona” degli ultimi decenni abbia provocato alcuna miglioria sullo standard produttivo della Padania o sulla vivibilità delle comunità che in essa “insistono”. Peccato che le cose non  stanno in questi termini, Potrei citarne a decine di  progetti  di origine padana realizzati con i finanziamenti del MISE (Ministero dello Sviluppo Economico)  con la legge sul “Made in Italy”, da me seguiti come tutor. Uno di questi riguarda una Spa con sede sociale proprio a Bergamo. Ed è inutile citare e comparare dati regionali di parametri  macroeconomici che , proprio in quanto tali, non si addicono a dimensioni “micro” ovvero regionali. Sfido qualsiasi esperto di conti di Ragioneria Centrale dello Stato a scendere in tali dimensioni, senza il rischio di dare numeri per il lotto.

Pertanto ti prego, caro Vittorio,  ancora una volta di non lasciare spazio all’inesperienza dei tuoi giovani collaboratori, ancorché “bocconiani”. I numeri della macroeconomia vanno saputi leggere e interpretare. Non a caso gli esperti ne parlano sempre in termini di percentuali, trend, sentiment, perfino di algoritmi …..un’allocuzione che ti fa accapponare la pelle !

Infine ti comunico che il titolo di ieri:

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

lo ho sottoposto ad un sondaggio di condivisione da parte degli amici di face book. Ti farò sapere come è andata. Per ora un caro saluto dal tuo

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RINO FRUTTINI

 

Caro Vittorio, stai andando alla grande, di filato verso il guinnes mondiale dei primati per creatività di “newspaper headline”.

 

 

Da: Rino Fruttini [mailto:rino.fruttini@gmail.com]
Inviato: giovedì 9 novembre 2017 15:31
A: ‘direzione@liberoquotidiano.it’
Oggetto: Caro Vittorio, stai andando alla grande, di filato verso il guinnes mondiale dei primati per creatività di “newspaper headline”.

 

Caro Vittorio,

anche questa volta te la sei voluta; o, se preferisci, ci sei andato in cerca. Sei dunque un provocatore seriale e vedremo domani, venerdì su canale 9  l’articolo di fondo di Crozza. Ci sarà da scompisciarsi dalle risate. E sarà anche la cartina di tornasole per capire se il comico vuole rimanere tale o intenda ancora una volta “fare politica” (di sinistra). Non ultima, quando  ha riportato un’intervista televisiva di Montanelli ad Elkan dalla quale  ha estrapolato una frase un po’ razzista del suo racconto durante la sua guerra d’Africa ; un  ormai noto rapporto more uxorio  con una giovanissima indigena, sancito secondo le usanze tribali africane viene incredibilmente criticato  dal nostro Crozza, moralizzatore da strapazzo..

Certo, il titolo di Libero è stato un po’ pesante. Ma ci si doveva far caso volutamente e pregiudizialmente, da parte di chi non ti ama. Tant’è che il ricciolino Mentana nel telegiornale di ieri non ne ha parlato, e così pure, almeno per quanto il mio zapping abbia funzionato, nei telegiornali Mediaset. Mentre qualche accenno in quelli RAI lo ho rilevato.

Il fenomeno dei post su face book degli esponenti della sinistra (perché di altri partiti non mi risulta)  è in primis, di metodo e in secundis di schema mentale: “ excusatio non petita, accusatio manifesta” .

In primis: ormai il fenomeno di chattare sui social è talmente radicato , per cui ogni cristiano maggiorenne in grado di digitare e di connessione internet  deve dire la sua. A maggior ragione un politico che fa parte del club dei propri followers con i quali interagire, ovvero avere sempre e comunque qualcosa da comunicare. In questo senso sono molto simili a voi giornalisti che, senza uno straccio di notizia, rischiate l’anoressia.

In secundis: gli amici di Renzi hanno voluto dimostrare una solidarietà gratuita e non  richiesta. Matteo, con le sue dichiarazioni di ieri, ancora una volta li sovrasta tutti per intelligenza e senso dell’umorismo. I nemici di Renzi, interni all’apparto ideologico della sinistra hanno voluto esprimere sdegno e  riprovazione tale da non essere poi tacciati di “intelligenza col nemico”.

Caro Vittorio, stai andando alla grande, di filato verso il guinnes mondiale  dei primati per creatività di  newspaper headline.Con “filo-anarchica” simpatia un saluto da

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RINO FRUTTINI

 

Il centro Destra ha vinto la competizione elettorale siciliana. Sarà un ottimo laboratorio di aggregazione socio-politica di tre poli

 

 

Da: Rino Fruttini [mailto:rino.fruttini@gmail.com]
Inviato: lunedì 6 novembre 2017 15:47
A: ‘direzione@liberoquotidiano.it’
Oggetto: Il centro Destra ha vinto la competizione elettorale siciliana. Sarà un ottimo laboratorio di aggregazione socio-politica di tre poli

 

Caro Vittorio,

ieri, domenica 5 novembre mi sono soffermato sulla pagina 4 di Libero : “Oggi il voto sull’isola” . In due articoli, Giovanni Sallusti e Nicholas Farrell entrano nel merito di due aspetti della Sicilia che sono emblematici per l’Italia intera. Il primo se la prende, in una lettera aperta con il povero forestale  siculo reo, insieme agli altri 23.999 di prendere uno stipendio senza fare un tubo tutto il giorno.  Mi viene troppo facile il detto: “«Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito». Il povero forestale è semplicemente fruitore di un “reddito di cittadinanza” che gli è stato fornito dal suo datore di lavoro, l’Ente Autonomo della regione Sicilia, forte di una disponibilità di risorse finanziarie che lo Stato centrale , ovvero “Roma ladrona” gli ha messo a disposizione a copertura del gap fiscale entrate/uscite del bilancio regionale. Ancora una volta debbo ritornare sul concetto della produttività, anche (e soprattutto) di un ente pubblico. La forte disoccupazione isolana non si è  trovata di fronte una Giunta della Regione che , managerialmente e con criteri imprenditoriali sia stata in grado di assolvere ai propri  compiti, ovvero di trovare sbocchi di mansioni e competenze  dei suoi dipendenti verso reali attività volte alla realizzazione di prodotti e servizi in grado di determinare valore aggiunto nel mercato di riferimento. Si trattava semplicemente di fare un’analisi SWOT, da me più volte richiamata e decriptata in questa mia corrispondenza, ed attualizzare le cospicue risorse di offerta di  lavoro potenziale, verso posizioni di domanda di lavoro in grado di provocare valore aggiunto di mercato. Costi e prezzi , devono raggiungere il loro vero equilibrio economico, anche per un datore di lavoro Ente Pubblico. La regione Sicilia , visto che si è prodigata in distribuzione di “ redditi di cittadinanza” , ai 24.000 forestali, doveva anche provvedere a correlarli in iniziative economicamente profittevoli. La Sicilia ha una ricchezza di vasta gamma nei comparti dell’economia. Mi vengono in mente le infinite opportunità dell’agroalimentare, e nei suoi sviluppi di conservazione del prodotto selezionato, surgelazione in particolare. La gamma vinicola ed olearia è sempre più apprezzata nei mercati del Made in Italy. Lo sviluppo dell’agroalimentare  va di pari passo con quello delle macchine agricole e della nanotecnologia, ad esse complementare. Penso anche alle saline del trapanese , ed alla diffusione delle prerogative del loro prodotto. Non c’è bisogno che mi dilunghi nelle praterie di nuove occupazioni del turismo congressuale, dell’alberghiero ed extralberghiero.

E qui introduco l’articolo di Nicholas Farrell impegnato  dall’ossimoro delle calde lande siciliane, più che a scrivere il reportage sul padano Matteo Salvini , a trovare una soluzione logistica nel suo viaggio isolano.  E qui vorrei aprire una parentesi sui metodi di spostamento di merci e persone non solo nella Sicilia, ma nell’intero meridione. Bene l’aereo, che ti porta vicino al luogo di destinazione. Ma poi gli avveduti passeggeri non si avventurano nelle cadenti e obsolete ferrovie , statali o locali. Prendere un auto a noleggio è l’unica soluzione possibile, se non vuoi soccombere alla disfunzione del trasporto pubblico. Ed è più che logico che le Ferrovie, ovvero il trasporto su ferro  non possa  sostenere quello su gomma. Il fenomeno è ormai consolidato in tutta Italia. Da dove scrivo, a Perugia, la Ferrovia Mediterranea Centrale Umbra che univa sulla direttrice tiberina, l’Alta Valle del Tevere alla media Alta, fino a Terni, per proseguire con le FF.SS. fino a Roma ha chiuso i battenti, si dice per un periodo di tre anni di straordinaria manutenzione. In realtà non avrà ragione d’essere ripristinata ,data la concorrenza del trasporto individuale su gomma.

Ed allora raccomando al simpatico nonnetto Nicholas, la prossima volta si prenda un’auto a noleggio e si accorgerà che la viabilità in Sicilia è al livello medio di quella del continente. Il guaio è che se vengono a mancare i servizi del trasporto pubblico chi ci rimette è il cittadino anziano, o handicappato, o indigente non in grado di sostenere l’ammortamento di un auto che usa per meno di 3.000 chilometri al mese.

Ho finito di digitare questa mia ed apprendo che il centro destra ha vinto la competizione elettorale siciliana. Sarà un ottimo laboratorio  di aggregazione socio-politica di tre poli , fra gli efficientistico- smittiani di Forza Italia di Berlusconi con  gli autonomisti-indipendentisti della Lega di Salvini ed i patrioti unitari di Fratelli d’Italia della Meloni. Sarà una bella partita.

Cari saluti dal tuo

Rino Fruttini

 

 

RINO FRUTTINI