Pietro Senaldi; l’intervista a Corrado Passera; il “fuoco amico” Vs. Matteo Renzi

Da: Rino Fruttini [mailto:rino.fruttini@gmail.com]
Inviato: martedì 21 marzo 2017 09:55
A: ‘direzione@liberoquotidiano.it’
Oggetto: Pietro Senaldi; l’intervista a Corrado Passera; il “fuoco amico” Vs. Matteo Renzi

 

Caro Vittorio,

finalmente un’intervista di politica economica, come quella  a Corrado Passera, stimolato dalle domande del Direttore Responsabile Pietro Senaldi che non vada oltre la banalità di pro/contro,  EU/€.  E’ sorprendente la chiarezza  di visione strategica che emerge dalle risposte di Passera.  C’è un’Italia che non sa stare al passo con i tempi dettati da un’agenda di integrazione europea ,da essa stessa sottoscritta e approvata in tempi di grave crisi di sistema (anni ’90).  C’è uno “zoccolo duro” di inefficienza, malcontento montato dal populismo della politica di Grillo/Salvini  che trova un’amplificazione abnorme nei mass media. Il bench marking con altre realtà di sistema nazionale infra europeo  ci  penalizza e ci deprime. Siamo sempre ultimi nella graduatoria dei parametri socio-economici dell’efficienza e dell’efficacia. Basti fare mente locale all’utilizzo dei fondi comuni d’investimento, in particolare nel Mezzogiorno.

Di fronte a tale scenario di devastazione psicologica di massa  sono due i fenomeni che mi colpiscono e che emergono anche dall’ottima intervista di Senaldi: la demenziale richiesta  ex abrupto di Italexit; l’emigrazione di giovani di buon livello culturale e formazione alla professione, senza aver fatto alcun tentativo di start up o innovazione d’impresa che dir si voglia, magari utilizzando i diffusi “prestiti d’onore”ed altri incentivi all’innovazione d’impresa giovanile .

Penso che Passera possa trovare una sua strada di aggregazione politica, per conciliare le esigenze e le aspirazione della maggioranza dei cittadini che si identificano  nei “valori liberal-popolari di centrodestra e socialdemocratici di centrosinistra”. Ma, mi domando,  non è questo il partito della Nazione che Matteo Renzi ha identificato nel 41% alle elezioni Europee del  2014 e che forse è stato confermato dal 40% di voti al “SI” al referendum sulla riforma della Costituzione? C’è stato qualche incidente di percorso , un classico esempio di “fuoco amico” provocato dai gerocrati  ex comunisti , e demenzialmente sostenuto, per puro spirito di audience, dalla maggior parte dei talk show, di cui anche l’amico Paragone dovrà in qualche modo farsi carico.

Questo è quanto, caro Amico Vittorio. Alla prossima.

Cari saluti,

RINO FRUTTINI